Il rischio infortuni.

Il comparto delle officine meccaniche.

L'attenzione alla sicurezza nell'ambiente di lavoro è andata assumendo col tempo un posto sempre maggiore in azienda. Il recepimento, assai recente per altro, da parte del nostro Paese di quanto previsto in merito dalle normative comunitarie attraverso il Decreto 626/94 segna un passo in avanti in questa direzione, pur con tutti i limiti che esso oggettivamente presenta nella sua applicazione, soprattutto nel caso di piccole aziende.

Nel primo numero di "Spazio tecnico" abbiamo condotto una prima analisi del testo di questa normativa. Ora riteniamo utile compiere un approfondimento su un tema, quello dei rischi da infortuni nelle officine meccaniche, che va ad interessare un gran numero di imprese, considerando l'estrema ampiezza del settore e la differenziazione di produzioni e lavorazioni che esso presenta.

 

La presenza dell'uomo accanto alla macchina.

La natura degli infortuni, in questo comparto, è caratterizzata da eventi di gravità limitata ma di frequenza elevata. Il rischio di infortunio è maggiormente individuabile nelle zone di operazione in generale e in particolare negli utensili, negli organi di trasmissione, negli scarti di lavorazione (trucioli, schegge, etc.) oltre che nel fatto che il funzionamento della maggior parte delle macchine impiegate prevede una attiva presenza dell'uomo.

Ora, è evidente che diverse sono le variabili che influiscono sulla scelta dei ripari e dei dispositivi di sicurezza da applicare su una macchina utensile. Tali variabili attengono sia al tipo di lavorazione (in serie o di attrezzeria e ripresa), dal ciclo (automatico, semi-automatico o manuale), dall'alimentazione dell'impianto (automatica o manuale).

Già nella progettazione il costruttore interviene per limitare al massimo i possibili rischi da infortunio: una tendenza che, soprattutto ora, con la necessità di apporre il marchio CE su tutti i nuovi impianti, diventerà un obbligo ben preciso. Tuttavia, nel caso di impianti già acquistati, è necessario intervenire con specifiche misure per proteggere le persone dai pericoli che non possono essere eliminati o sufficientemente limitati. Tali protezioni si differenziano in ripari e dispositivi di sicurezza.

 

I ripari e i dispositivi di sicurezza.

I ripari sono elementi di una macchina che forniscono protezione mediante una barriera fisica (come nel caso di carter, recinzioni e schermi), ma che nello stesso tempo possono assolvere anche ad altre funzioni quali contenenere materiali proiettati o inquinanti emessi dalla macchina o ridurre il rumore prodotto dalla stessa.

I dispositivi di sicurezza, da soli o associati ad un riparo, hanno il compito di eliminare o ridurre il rischio: essi devono essere progettati secondo criteri di affidabilità e collegati al sistema di comando in modo tale da non poter essere facilmente neutralizzati.

 

Il pericolo generato da parti mobili.

Nel caso di pericoli generati da parti mobili, in base alle norme UNI e CEI occorre intervenire in modo differenziato.

Se il pericolo è generato da parti mobili di trasmissioni, bisogna intervenire disponendo ripari fissi e ripari interbloccati con o senza bloccaggio del riparo stesso.

Nel caso invece di pericoli generati da parti mobili che partecipano alla lavorazione, come gli utensili, due sono le strade percorribili. Se è possibile rendere queste parti inaccessibili durante la lavorazione occore predisporre ripari fissi, ripari interbloccati con o senza bloccaggio del riparo con sorveglianza automatica e dispositivi di sicurezza scelti in funzione della necessità di accesso alla zona pericolosa. Se invece non è possibili renderli inaccessibili, occorre apporre ripari fissi che impediscano l'accesso alle parti mobili nelle zone interessate alla lavorazione e ripari regolabili che limitino l'accesso alle parti mobili nelle zone alle quali è necessario accedere per la lavorazione.

Quanto ai dispositivi di sicurezza, numerosi sono quelli previsti: dal comando a due mani alle barriere fotoelettriche, dalle barriere fotoelettriche monoraggio ai dispositivi sensibili azionati meccanicamente.

È poi essenziale che l'equipaggiamento elettrico delle macchine industriali sia conforme a quanto indicato dalle norme CEI 44-5 del 1/7/1985, sia per quanto riguarda i pericoli da elettrocuzione, sia per i guasti dei circuiti di comando che possono determinare situazioni di pericolo.

A margine di tutto, infine, è necessario che ogni azienda abbia un'attività di manutenzione preventiva e programmata, che costituisce premessa indispensabile per garantire condizioni di sicurezza a chi lavora.

Consorzio Distributori Utensili
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