La prevenzione prima di tutto.

Protezione a 360 gradi.

Sulla spinta dell'adozione, anche in Italia, delle normative comunitarie, il tema della sicurezza sul lavoro e della protezione individuale ha preso piede con estrema evidenza.

E se prima la tutela poteva essere circoscritta e riguardare solo alcune parti del corpo dei lavoratori, ora il raggio d'azione si è decisamente ampliato, in una prospettiva a 360 gradi che tien conto di fattori diversi. In quest'ottica testa, arti, occhi e orecchie sono tutti egualmente rilevanti ai fini della sicurezza.

Al crescere della domanda è naturalmente aumentata l'offerta di articoli che vogliono risolvere gli specifici problemi di protezione in ogni settore professionale, garantendo ai lavoratori condizioni di tutela ottimali.

 

Occhio ... agli occhi.

Gli occhi rappresentano la millesima parte della superficie del nostro corpo eppure sono una zona ad alto rischio, in cui si concentra ben il 6% dei casi di infortunio. Tra le cause principali dei sinistri la proiezione di solidi, i prodotti chimici e le radiazioni.

Proteggerli è facile con occhiali a stanghetta (contro proiezioni solide non polverose frontali); a stanghetta con protezioni (contro proiezioni solide e radiazioni laterali); a schermo (contro polveri, proiezioni di particelle o di liquidi) e soprattutto con gli occhiali a schermo per saldatori (contro radiazioni da arco elettrico e proiezioni incandescenti). Completano il panorama le visiere, per proteggere il viso dalle proiezioni di metallo fuso o gli urti.

 

Mettere ... la testa a posto!

È pari al 6% anche la quota di incidenti che colpiscono la testa e, spesso, i traumi tendono a lasciare conseguenze irreversibili.

L'elmetto è la protezione migliore perchè svolge un'azione antipenetrazione, assorbe gli urti di corpi in movimento e, grazie a un'ergonomia appropriata, è in grado di deviare dalla sommità del cranio la caduta perpendicolare di un oggetto.

Respirare ... a pieni polmoni.

Molto spesso il lavoro comporta aggressioni e danni alle vie respiratorie. Particelle solide o gas possono dare origine a lesioni broncopolmonari e pleurali, patologie sanguigne e disfunzioni neurologiche e cardiache.

L'unico rimedio efficace sono le maschere nelle diverse versioni. Respiratori, ad uno o due filtri, debbono essere utilizzati preferibilmente in ambienti di lavoro particolarmente inquinanti. Le semi-maschere sono ideali per gradi inferiori di inquinamento ambientale. Le "usa-e-getta" sono particolarmente indicate per gli ambienti poco insalubri.

Come scegliere la maschera più adatta? È necessario prestare attenzione alla natura dell'inquinamento, alla durata dell'esposizione, alla natura del lavoro e al tipo di ambiente in cui si opera.

 

Non rompetevi i timpani!

È fissata in 80 decibel la soglia di sicurezza dell'inquinamento acustico. Eppure molte lavorazioni (come la falegnameria o la tessitura) sono già a livello di pericolo, mentre altre (come la pressa idraulica o il banco di prova motori) comportano un danno immediato. La conseguenza di un rumore eccessivo può essere anche la sordità completa e irreversibile.

Insieme ai tappi auricolari, la protezione più affidabile per una lavoratore è la cuffia che, grazie agli speciali cuscinetti di cui è munita, filtra il rumore e lo riporta agli 85 decibel considerati accettabili. Tra le caratteristiche che una buona cuffia dovrebbe avere si evidenziano: forza e pressione sulla testa, resistenza agli urti, resistenza alle basse ed alte temperature, resistenza alla fiamma, attenuazione minima.

 

Date una mano alle vostre mani.

Le nostre mani sono soggette al 35% degli infortuni che colpiscono il corpo; e la stessa quota deriva dalla manipolazione di oggetti. Immediato pensare di proteggerle attraverso i guanti.

Ma un guanto non vale l'altro: per ogni mansione è infatti necessario individuare la protezione più adatta. Il guanto in pelle costituisce una barriera tra le mani e l'oggetto pur garantendo notevole sensibilità. Ma ha pure altre caratteristiche: resiste agli sbalzi termici e isola dalle basse tensioni.

Per lavorazioni di precisione è meglio scegliere guanti in fibra tessile che garantiscono igiene, comodità, presa e agilità. In base alle caratteristiche dei singoli modelli svolgono un'azione di protezione rispetto a sudore, tagli e calore.

I guanti impregnati sono perfetti per lavorazioni che richiedono una buona resistenza all'abrasione e al taglio, insieme ad un buon coefficiente di aderenza.

 

E per il nostro corpo?

Non dimentichiamo il corpo nella sua globalità. Per questo sono nate linee di abbigliamento antifreddo, articoli ad alta visibilità, indumenti impermeabili, l'abbigliamento a uso breve, per far fronte ai lavori che sporcano e ai rischi chimici, e, infine, la protezione specifica. Non vanno infine dimenticati i piedi, che necessitano di stivali, per essere asciutti con qualsiasi clima, e idonee calzature, per proteggerli da ferite, bruciature, scivoli o scosse elettriche.

 

La marcatura CE.

La regolamentazione europea obbliga le imprese a mettere a disposizione del personale Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) adatti ai rischi e certificati CE. Alle norme generali che definiscono i requisiti essenziali si aggiungono norme specifiche per ogni tipo di prodotto. La marcatura CE certifica la rispondenza del DPI alla legislazione comunitaria e consente al prodotto di circolare liberamente all'interno dell'UE. La marcatura CE deve obbligatoriamente essere visibile e indelebile, oltre a contenere le informazioni che consentano di risalire al responsabile dell'immissione del prodotto sul mercato, il codice del prodotto, il marchio CE e i pittogrammi (per alcuni prodotti la marcatura comporta elementi supplementari).

Le disposizioni a livello di sicurezza prevedono precise indicazioni per il fabbricante, definendo a priori tre tipi di Dispositivi di Sicurezza Individuale per tre tipi di rischi e altrettante procedure di certificazione. In particolare per i DPI di prima categoria è necessaria l'autocertificazione in cui il responsabile dell'immissione sul mercato dichiara, sotto propria responsabilità, la conformità del DPI alle regole tecniche che lo riguardano. Per i DPI di seconda categoria è prevista la certificazione CE da parte di un organismo notificato, che la concede dopo il superamento di una serie di prove e in seguito all'esame della relazione tecnica. In caso di esito positivo, il laboratorio rilascia un'attestazione CE di tipo e il responsabile dell'immissione sul mercato appone sul Dispositivo di Protezione Individuale il marchio CE regolamentare. Infine i DPI di terza categoria: l'esame CE di tipo è completato da procedure di controllo della fabbricazione (sistema CE di controllo qualità del prodotto finito o sistema CE di assicurazione della qualità sulla produzione). La marcatura CE può assumere forme diverse: apposizione del marchio CE 1) semplice, 2) con anno d'apposizione della marcatura, 3) con anno d'apposizione della marcatura e numero dell'organismo che ha eseguito le prove. Un DPI oggetto di autocertificazione e un DPI oggetto di attestazione CE di tipo possono essere entrambi marcati con CE e anno di apposizione. Una marcatura che abbia solo il marchio CE è necessariamente un'autocertificazione.

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