La fabbrica del duemila: flessibilità e creatività.

Flessibilità nei volumi, nella composizione della produzione e nei prodotti, senza dimenticare una buona dose di creatività: sarà questa la ricetta che dovranno seguire uomini e mezzi nella fabbrica del futuro, per soddisfare i requisiti di una produzione che sta sempre più cambiando. In un mercato globale, in cui la crescita economica è bassa, la concorrenza è agguerrita e la pianificazione difficile, le aziende sono infatti costrette ad aggiustare il tiro per non arrivare impreparate all'appuntamento con il Duemila.

 

Gli uomini: risorsa strategica.

Ma, allora, quali regole dovranno essere rispettate per riuscire a stare al gioco? Flessibilità e creatività - come anticipato - sono le principali parole d'ordine da seguire per fronteggiare efficacemente i continui cambiamenti in corso.

Le prime a dover rispondere all'imperativo della flessibilità sono le risorse umane, in quanto in futuro avranno un ruolo strategico. In concreto, l'organizzazione dell'impresa dovrà essere maggiormente articolata, con gruppi di persone interscambiabili per funzioni e ruoli aziendali, in grado di risolvere specifici problemi. Ciascuno di loro - grazie al maggior numero di informazioni e di conoscenze che possiederà - avrà una padronanza del processo produttivo nella sua complessità e, dando spazio alla propria creatività e competenza, potrà intervenire nelle diverse fasi, in funzione delle esigenze della produzione o della necessità di far fronte ad eventuali cambiamenti.

 

La personalizzazione.

Un altro concetto tradizionale a venir messo in discussione è quello di economia di scala, che ha il suo presupposto in una produzione basata su grandi quantità di prodotti collaudati e standardizzati.

Il mercato infatti, ormai saturo e alle prese con costi di distribuzione elevati, tende a contrarsi. E la produzione di massa viene collocata là dove è più basso il costo del lavoro, ad esclusione delle lavorazioni ad alto valore aggiunto. Il cliente inoltre è diventato più esigente: non si accontenta dell'offerta già esistente e chiede prodotti realizzati "su misura" in base alle specifiche che è lui stesso a fornire, ma che comunque non abbiano costi superiori rispetto a prima.

Con queste premesse la produzione è costretta a cambiare rotta e, lasciata la via delle grosse quantità standardizzate, si orienta sempre più sul concetto di "problem solving". Il produttore offre al cliente un articolo che è al tempo stesso sintesi di prodotto e servizio, in quanto rappresenta lo strumento con cui il cliente può risolvere una sua esigenza specifica; il cliente, da parte sua, influenza direttamente l'attività in fabbrica nel momento in cui chiede un prodotto personalizzato rispondente a sue precise richieste. La produzione, dunque, cambia per adattarsi a questo modello: verranno realizzati prodotti specifici per ordini specifici, ogni volta riprogettati.

Per farlo servirà una combinazione di hardware, software e sistemi computerizzati capaci di avvicinare il cliente al produttore, in modo che possano continuamente interagire: le specifiche dettate dal primo verranno recepite dal secondo e la produzione sarà così veramente personalizzata. In sostanza serviranno interfacce intelligenti tra l'uomo e le macchine - il software appunto - per garantire maggiore flessibilità: i diversi macchinari potranno essere così autonomi, integrarsi qualora la produzione lo richieda e infine recepire le esigenze della clientela alla ricerca di una produzione "su misura".

 

Soddisfare il cliente.

Tutto verrà continuamente rimesso in discussione ma senza particolari problemi, in quanto la nuova logica permetterà di accrescere il livello di soddisfazione del consumatore con immediate positive ripercussioni sull'andamento dell'azienda, anche in un periodo difficile.

In quest'ottica anche il tempo, a sua volta, subirà modificazioni: in tempi brevi verranno prodotte piccole quantità di tipi diversi di articoli proprio per assecondare le modificazioni nella produzione determinate dalle crescenti e diverse esigenze della clientela. Termina l'era in cui viene materialmente realizzato quanto necessario a evadere l'ordine di un prodotto già progettato. La fase di ideazione sarà parte integrante del tempo necessario a immettere un articolo sul mercato. Inoltre nulla vieterà che il normale processo produttivo possa essere interrotto per rispondere a immediate - e impreviste - richieste della clientela.

La logica complessiva, infine, sarà improntata al miglioramento e all'apprendimento continuo, con l'obiettivo della qualità totale: tutti dovranno imparare da ogni esperienza e, sulla scorta di quanto appreso, ridefinire l'azione futura migliorandola, verso livelli crescenti di qualità. Così ogni fattore - l'organizzazione dell'impresa, le risorse umane, le unità produttive, le strategie aziendali - è determinante per il successo dell'azienda del 2000.

Consorzio Distributori Utensili
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