L'Euro conviene davvero?

Di essenziale importanza per il mondo economico ma con pesanti ricadute anche sui normali cittadini, l'adozione della moneta unica - l'Euro - sta facendo discutere gli operatori del settore e gli opinionisti.

Mentre gli esperti continuano ad interrogarsi sulla validità dell'ingresso dell'Italia nell'Unione Monetaria Europea, non tutti sono a conoscenza delle modalità con cui questo processo verrà condotto e quali effetti - positivi o negativi - porterà sul mondo dell'impresa.

Al di là quindi dei discorsi teorici, quali sono le tappe che ci condurranno al nuovo sistema?

Sono tre le fasi essenziali del processo di adozione della moneta unica.

 

Il rispetto dei parametri di Maastricht.

Innanzitutto entro il 30 giugno 1998 il Consiglio dei Capi di Stato e di Governo sarà chiamato a decidere quali Paesi presentano le condizioni adatte all'adozione della moneta unica per entrare in questo modo a far parte dell'Unione Monetaria Europea.

Sono le regole dettate dal Trattato di Maastricht a stabilire quali condizioni vincolanti favoriranno l'ingresso nel nuovo sistema. I Paesi che per quella data non avranno ottemperato alle disposizioni previste potranno accedere all'Unione Monetaria Europea in un secondo momento, non appena avranno rispettato i parametri definiti dal Trattato di Maastricht.

Il Consiglio provvederà quindi alla creazione della Banca Centrale Europea, di cui le banche centrali nazionali verranno considerate un'emanazione per quanto riguarda la politica monetaria comune. La BCE sostituirà l'Istituto Monetario Europeo (IME). Contestualmente il Consiglio creerà anche il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) in cui confluiranno la BCE e le banche centrali dei Paesi membri.

 

La convivenza tra l'Euro e le monete nazionali.

Successivamente, il primo gennaio 1999, la moneta unica - Euro - avrà valore e operatività effettivi per i Paesi che faranno parte dell'Unione Monetaria Europea. In proposito, il Consiglio comunicherà i tassi di cambio fissi di ciascuna moneta nazionale rispetto all'Euro e i tassi di cambio fissi di ogni divisa partecipante rispetto alle altre. Resta invariato il valore dell'Euro contro l'Ecu (1 Euro = 1 Ecu). A partire da questa data e per tre anni - fino al 31 dicembre 2001 - il mercato (e nella fattispecie aziende di credito e imprese) avrà il tempo di compiere gli adattamenti necessari per completare la transizione al nuovo sistema. In questo periodo, l'Euro verrà utilizzato dal SEBC per le transazioni di politica monetaria, dagli Stati per le emissioni del debito pubblico e dagli operatori sul mercato interbancario, monetario e dei capitali, nonché dal sistema di compensazione interbancario gestito dalla BCE per i regolamenti all'ingrosso. La parte rimanente del mercato potrà passare all'Euro in qualsiasi momento.

 

1° gennaio 2002: euro è la divisa ufficiale.

Infine, entro il primo gennaio 2002, l'Euro sarà materialmente in circolazione, con il contestuale ritiro e sostituzione delle monete nazionali degli Stati aderenti. Questo processo avrà termine al massimo entro sei mesi, e cioè entro il 30 giugno 2002. I dettaglianti potranno accettare le divise nazionali, ma avranno l'obbligo di accettare Euro. Le operazioni economiche basate sulla moneta saranno espresse in Euro e i riferimenti dei contratti alle divise nazionali saranno convertiti in Euro a tassi irrevocabili.

 

L'Euro e le imprese.

Se ogni cittadino verrà coinvolto nel nuovo sistema, le imprese sono certo i soggetti che più di altri dovranno fare i conti con l'Euro e con il Sistema Economico Europeo.

La fase di transizione - quando cioè ogni soggetto ha la facoltà di adottare o meno la moneta unica - rappresenta un momento delicato per le aziende. Ognuno dovrà stabilire anche quali attività trattare in Euro e quali affidare alla moneta nazionale.

È comunque possibile individuare alcuni criteri che possono facilitare la scelta dell'alternativa più corretta. La dimensione, il mercato di riferimento e la concorrenza sono fattori che consigliano l'adozione dell'Euro per le attività di dimensioni rilevanti, con un mercato internazionale e che devono fare i conti con una concorrenza (non importa se domestica o esterna) che preferirà effettuare le proprie transazioni con la moneta unica. L'adozione immediata dell'Euro sarà fondamentale per evitare crolli nell'immagine, che finiscono per tradursi in perdita di quote di mercato. Realtà aziendali di medio-piccole dimensioni, con mercati domestici e concorrenza interna, potranno continuare a operare con le monete nazionali. La scelta, in questi casi, ha una valenza amministrativa più che strategica e commerciale.

L'Euro porterà vantaggi agli operatori economici che devono convivere con i rischi derivanti dalla fluttuazione dei cambi, in quanto non esisteranno più oscillazioni indesiderate. Avranno vita dura quanti speculavano sui movimenti dei mercati per cercare di trarne profitti. Anche chi non utilizzerà l'Euro nel periodo di transizione sarà coperto dai rapporti di cambio fissi tra le diverse monete.

Spariranno poi i costi dovuti alle commissioni di intervento per il passaggio da una valuta all'altra. Ricadute significative si avranno anche sui tassi di interessi: vi sarà una sola curva, quella dell'Euro, che dovrebbe portare a un abbassamento considerevole dei tassi a breve termine rispetto a quelli attuali in Lire.

Consorzio Distributori Utensili
Caponago (Milano) - tel. 02 95 74 6 081

Webmaster Bianchi Errepi Associati all right reserved