E il governo pensò alle imprese.
Varato un programma di interventi: premiati i giovani e le aziende che assumono.

E il Governo pensò all'impresa. Dopo malumori, lamentele e richieste giunte da più parti dal mondo economico italiano, ma anche da un'opinione pubblica sempre più attenta all'universo azienda, l'Esecutivo ha preso provvedimenti per rilanciare l'attività imprenditoriale e favorire la nascita di realtà nuove.
La legge di accompagnamento alla Finanziaria 1999 - si tratta della n. 488/98 - prevede infatti alcune agevolazioni per le aziende, che trovano la loro espressione principale nello strumento del credito d'imposta ma non solo in esso. Tra gli interventi più importanti spiccano quelli a favore dei giovani imprenditori e di chi compie la scelta coraggiosa di ampliare il proprio organico con nuove assunzioni.
Ma vediamo allora nel dettaglio che cosa il Governo ha pensato di fare a vantaggio delle imprese, così da non perdere occasioni quanto mai preziose.

Scegli l'incentivo su misura per le tue esigenze.

Nell'ampio spettro di incentivi attualmente esistenti, abbiamo individuato quelle che a nostro avviso sembrano costituire le opportunità più vantaggiose.
PREMIO DI ASSUNZIONE - È indirizzato a favore degli imprenditori che assumono dipendenti con determinati requisiti con contratti di lavoro a tempo indeterminato.
La forma d'incentivo è il credito di imposta utilizzabile ai fini Irpef, Irpeg, imposta sostitutiva Dlgs 358/97, Iva e ritenute su qualsiasi tipologia di reddito.
IMPRENDITORIA FEMMINILE - Ha la forma del credito di imposta - utilizzabile ai fini Irpef, Irpeg, imposta sostitutiva Dlgs 358/97, Iva - e riguarda in particolare le piccole imprese che sono partecipate o gestite da donne.
INVESTIMENTI INNOVATIVI E SPESE DI RICERCA - Ha la forma del credito di imposta - utilizzabile ai fini Irpef, Irpeg, imposta sostitutiva Dlgs 358/97, Iva - per piccole e medie imprese.
CREDITO D'IMPOSTA PER LE NUOVE INIZIATIVE PRODUTTIVE - I soggetti che intraprendono una nuova iniziativa produttiva nelle "aree depresse" hanno diritto a un credito d'imposta pari al 50 dell'Irpef dovuta proporzionalmente riferibile al reddito d'impresa o derivante dall'esercizio di arti e professioni, rispettando il limite massimo di 5 milioni di lire che possono salire a 7 in caso di forma associata. Il credito spetta nella stessa misura ai fini Irap.
INCENTIVI PER ATTIVITÀ DI RICERCA INDUSTRIALE - Il credito d'imposta spetta alle imprese che svolgono attività industriale per le spese per l'attività di ricerca industriale e di sviluppo. L'agevolazione può essere fatta valere ai fini Irpef, Irpeg, Iva dovute anche in acconto.

I giovani, una risorsa da far crescere.

Come anticipato una delle novità più interessanti riguarda gli incentivi destinati all'imprenditoria giovanile. Insomma, sembra essere il monito che giunge da Roma, se è vero che i giovani sono il futuro, allora diamo loro una mano ad avviare una attività imprenditoriale autonoma.
La legge si muove a due livelli: da un lato indipendentemente dall'area geografica e, dall'altro, con particolare attenzione per i territori italiani più depressi.
A livello generale sono validi ovunque la riduzione degli oneri contributivi per le imprese del settore industriale e lo sgravio del 50% dei contributi previsti per i giovani che vogliono avviare attività commerciali o artigianali scegliendo la forma dell'impresa individuale.
Per quanto riguarda i beneficiari dello sgravio - agevolazione valida per i tre anni successivi alla prima iscrizione - devono essere persone di età inferiore ai 32 anni che iniziano ad operare nel periodo compreso fra il 1° gennaio 1999 e il 31 dicembre 2000.
Sempre in quest'ambito, sono stati soppressi i contributi destinati al finanziamento degli asili nido, alle finalità del soppresso Ente nazionale per l'assistenza agli orfani dei lavoratori italiani e quello per l'assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi.

Premiato chi assume.

Assumere oggi conviene. Per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre del 2000 è infatti prevista la concessione di un credito d'imposta stabilito nella cifra di un milione di lire per ogni dipendente - che può crescere fino a tre milioni se l'assunzione riguarda un disabile con invalidità superiore al 65% - da utilizzarsi per un anno per ogni persona.
Per usufruire dell'agevolazione le imprese devono essere collocate in territori in cui il tasso medio di disoccupazione è superiore alla media nazionale oppure in aree di crisi in cui il tasso di disoccupazione è superiore al 20% della media nazionale.
Il tetto per godere del credito d'imposta è di 60 milioni di lire annue per ognuno dei periodi d'imposta successivi alla prima assunzione, e quindi per un totale di 180 milioni nel triennio. Il credito d'imposta può essere fatto valere ai fini dei versamenti Irpef, Irpeg e Iva e in compensazione. Anche se non è rimborsabile, non pregiudica il diritto al rimborso di imposte spettante ad altro titolo. L'agevolazione risulta essere un contributo in corso esercizio e per questo rientra tra i ricavi dell'azienda, ma non concorre alla determinazione del reddito complessivo del contribuente.

Meno tasse sugli acquisti di beni strumentali.

Per ora è ancora a livello di decreto legge e quindi al momento di andare in stampa non sappiamo se verrà convertito; ma il Governo ha previsto ulteriori agevolazioni fiscali per le aziende che decidono di destinare gli utili all'acquisto di beni strumentali. In questo caso - nel periodo 1999/2000 - gli utili d'impresa saranno soggetti all'aliquota Irpeg del 19% con uno sconto di diciotto punti percentuali rispetto al livello ordinario del 37. L'agevolazione non è conflittuale rispetto alla Dit e alla Superdit (lo sconto d'imposta previsto per le società che per la prima volta si affacciano alla Borsa): andrà ad aggiungersi e potrà essere sfruttato dalle società di capitali, enti commerciali, imprenditori individuali e società di persone.

L'identikit delle P.M.I.

Quali sono gli elementi distintivi che consentono di individuare, rispettivamente, una piccola o una media impresa ? A tracciarne l'identikit è l'Unione Europea, che stabilisce i numeri che caratterizzano queste due diverse realtà aziendali.
Piccola impresa: innanzitutto la forza lavoro impiegata non deve superare le 50 unità; quindi il fatturato annuo deve restare sotto il tetto dei 7 milioni di Euro, mentre il limite massimo dello stato patrimoniale è stabilito in 5 milioni di Euro. Infine vi è la clausola della cosiddetta "indipendenza": un'impresa, per essere definita piccola, non deve essere posseduta, per una quota pari o superiore a un quarto del capitale o dei diritti di voto, da una o da più imprese che non rientrino negli altri parametri (eccetto società finanziarie pubbliche, società a capitale di rischio, investitori istituzionali che non detengano il controllo).
Media impresa: in questo caso i dipendenti non devono essere più di 250; il fatturato annuo deve essere inferiore ai 40 milioni di Euro ovvero lo stato patrimoniale rispettare il tetto dei 27 milioni di Euro; anche per la media impresa vale la caratteristica di "indipendenza".

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