Azienda-Italia: un sistema-paese in difficoltà.

Innovazione & ricerca, infrastrutture, strumenti finanziari e contesto amministrativo i freni del "made in italy".

Le imprese italiane si trovano in difficoltà a competere a livello internazionale. Una difficoltà che sta non tanto all'interno delle imprese stesse, ma piuttosto nel sistema-Paese.
È questo il contenuto delle conclusioni di una indagine conoscitiva, effettuata proprio in queste ultime settimane dalla commissione Bilancio della Camera. Un quadro preoccupante, che richiede misure d'intervento rapide ed incisive, soprattutto lungo alcune diettrici.

Potenziare le infrastrutture.

Uno dei primi ostacoli che rallentano la corsa dell’economia italiana è senz’altro costituito dalle gravi carenze che caratterizzano il settore dei trasporti nazionali. “Le piccole imprese – cita il documento – si stanno trovando in un collo di bottiglia”. Occorre quindi cercare di recuperare questo ritardo attraverso la creazione di un adeguato sistema di infrastrutture sia su lungo che su corto raggio.

Investire nell'innovazione.

A questo proposito i dati relativi all’indagine parlano molto chiaro: “il livello di spesa per tecnologie informatiche del Paese è uno dei più bassi ed in particolare è modesto il livello di diffusione dei personal computer". È proprio per questo che tutte le iniziative già avviate andrebberero incoraggiate ed estese, in modo da incrementare la diffusione e agevolarne l’acquisto da parte delle famiglie.
Ma, accanto agli incentivi per l'acquisto delle nuove tecnologie, occorre puntare anche sulla formazionene del personale che dovrà poi utilizzarle. Adeguati incentivi fiscali potrebbero supportare gli investimenti delle imprese, mentre andrebbero messi a punto meccanismi di efficace cooperazione tra il mondo produttivo e tutte quelle strutture, come università e centri di ricerca, sedi per vocazione di attività formativa.
Ma la stessa pubblica amministrazione dovrebbe esser messa in condizione di compiere un deciso passo in avanti in questo settore, così da favorire una sempre maggiore integrazione fra amministrazioni diverse e agevolare il rapporto con i cittadini.

Nuovi strumenti finanziari.

Trovare nuove e più avanzate forme di finanziamento è sicuramente una delle esigenze più significative emerse da quest’indagine. Serve un'azione più dinamica da parte degli istituti di credito, soprattutto nel "venture capital".

Le riforme istituzionali.

Quella del diritto societario è sicuramente la riforma più urgente in questo momento, in quanto ha come obiettivo principale quello di costruire una struttura societaria capace di agevolare l’attività imprenditoriale e di esserne contemporaneamente la sua ragione d’essere anziché ostacolarla.

Dare libertà alla concorrenza.

“Inutile illudersi di poter rafforzare gli operatori nazionali applicando della restrizioni al normale sviluppo della concorrenza”. Così si esprime la relazione al riguardo, proponendo al contrario come soluzione quello di aumentare la liberalizzazione soprattutto nei settori di pubblico utilizzo, nazionali e locali.

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