"Global service" & subfornitura

Servizi, manutenzione e subforniture stanno ampliando il processo di terziarizzazione delle produzioni ritenute non strategiche.

I più importanti settori produttivi italiani, in linea con il trend europeo, stanno rivolgendo sempre maggior attenzione all’esternalizzazione delle attività collaterali al core business d’impresa. E i 96.000 miliardi che vengono stimati rappresentativi di questa quota di mercato sono lì a dimostrare in che misura, in questi ultimi anni, si sia evoluto il decentramento produttivo di quanto non viene interpretato come attività strategica per la singola azienda.
Una consistente fetta di mercato, quindi, che viene assorbita per il 75% dalla subfornitura e dagli stampi, per un 23% dalle tecnologie ausiliarie, mentre il restante 2% si suddivide tra l’acquisizione di sistemi di taglio e saldatura e di sistemi di finitura e trattamento delle superfici. Può inoltre essere interessante analizzare come i 22.000 miliardi riservati alle tecnologie ausiliarie si ripartiscano poi con quote decisamente cospicue tra componenti e sistemi per impianti, automazione e misura, componenti elettronici, accessoristica, componenti oleoidraulici e sicurezza e automazione. Appare quindi evidente come questi rilevanti settori di spesa, segnalati in rigoroso ordine decrescente, giustifichino un marketing di acquisto che, pur connesso alle sperienze specifiche dell’azienda in oggetto, sia duttile e aperto a intraprendere nuovi competitivi percorsi.
Date queste premesse risulta significativo rilevare come il 60% delle aziende italiane investa in subfornitura tecnica e come per i primi sei mesi del 2000 i subfornitori del nostro Paese abbiano registrato un aumento degli ordini acquisti stimabile in un 36,9% rispetto al medesimo semestre del 1999, con picchi di una decina di punti superiori nel Nord Est (Friuli Venezia Giulia e Veneto) e in Umbria.
In quest’ottica che impone la delega come must per l’ampliamento delle potenzialità industriali non solo della grande impresa, ma che si sta velocemente diffondendo anche tra le aziende di minori dimensioni, la manutenzione riveste un ruolo di primaria importanza in virtù della sua incidenza sulla competitività stessa del bene strumentale. Questa nuova e più qualificante visione degli aspetti legati alla manutenzione dei macchinari ha “creato” il cosiddetto Global Service che implica una più stretta e sostanziale collaborazione tra le parti coinvolte nel processo produttivo. Il Global Service, da intendersi quindi come fornitura di manutenzione totale e in termini imprenditoriali completi, deve essere in grado di fornire elevatissime competenze finalizzate all’ottimizzazione del funzionamento dei macchinari costantemente conservati nel massimo grado di efficienza.
Attualmente in Italia la manutenzione affidata a terzi muove cifre nell’ordine dei 15.000 miliari che rappresentano il 25% del totale delle spese di manutenzione industriale e che pongono il nostro paese sui medesimi standard dell’industria europea. Al di là di queste cifre, già di per sé significative, va sottolineato l’andamento di questo mercato che indica una crescita stimabile in un 7% annuo.

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