Il futuro in mostra.

Dal Laser alla Macchina Utensile. Viaggio nelle proposte fieristiche di Monaco di Baviera, Verona e Hannover.

Tra giugno e settembre il mondo tecnologico non ha certo dormito sugli allori. Da Monaco ad Hannover, passando per Verona, l’industria, specialmente a elevata tecnologia, si è messa in mostra in tutte le sue molteplici sfaccettature e variabili.
Ma andiamo con ordine.

A Monaco protagonista è il laser.

Il centro fieristico di Monaco ha presentato, dal 18 al 22 giugno, “Laser 2001 - World of Photonics”, occasione in cui la fotonica ha mostrato i tanti successi ottenuti, ma soprattutto ha evidenziato le enormi possibilità di sviluppo di un settore in continua evoluzione che si ripromette di rappresentare la tecnologia chiave del terzo millennio.
Infatti il laser dal suo primo utilizzo nel lontano 1960, un periodo che in ottica tecnologica rappresenta quasi un’epoca preistorica, ha compiuto passi da gigante, imponendo la propria legge in infinite applicazioni industriali. La tecnologia laser è divenuta uno strumento importantissimo nella meccanica, nell’aeronautica, nella medicina, nella costruzione di auto e nella tecnologia dell’informazione. La fiera di Monaco è appunto servita come cassa di risonanza per le applicazioni già in essere e per le future innovazioni proposte dai maggiori produttori mondiali che si sono concentrati nei padiglioni bavaresi. A contorno si è svolto anche il 15° congresso internazionale sulla fotonica: il più importante evento scientifico di settore del mondo.
Due i fili conduttori sui quali si è sviluppata l’esposizione: “Tecnica laser innovativa” e “Applicazioni industriali” a loro volta ulteriormente suddivise in tre aree tematiche. Il settore “Tecnica laser innovativa” ha affrontato i temi: laser ed optoelettronica, tecnica di misura e controllo e sensorica e ottica.
Tre i contesti tematici sviluppati anche dalle “Applicazioni industriali”: tecnologia ottica di informazione e comunicazione (fibre e cavi ottici, componenti di trasmissione, sorgenti ottiche, struttura delle fibre ottiche e tecniche di collegamento...), tecnica di produzione (sistemi oleografici, sistemi di controllo, laser con sistemi di elaborazione dei materiali...) e tecnica medica a laser.
Notevole importanza ha rivestito la sezione dedicata alle tecnologie di informazione ottica. Appare infatti ormai scontato che il futuro dell’informazione viaggerà attraverso la tecnica laser e quella a fibre ottiche che permetteranno di ampliare enormemente le reti di comunicazione. Un impatto sociale che si riflette sui numeri di quello che in pochi anni è divenuto un mercato di primaria importanza e che solo nel 2000 ha prodotto un volume di affari di oltre 50 miliardi di dollari. Ma non solo: le previsioni parlano di una continua espansione grazie all’imponente richiesta di larghezza di banda e capacità di trasmissione su Internet.
Ulteriore campo decisamente interessante di utilizzo fotonico risiede poi nel laser a diodi, che trova massima applicazione nel settore delle telecomunicazioni e nel salvataggio ottico dei dati ma che, grazie alle sue caratteristiche, sarà certamente impiegato in molti altri settori. I laser non a diodi trovano invece proficui utilizzi nell’elaborazione dei materiali. I laser di Excimer vengono applicati per l’esposizione di wafer e di chip a semiconduttore e per la microstrutturazione, mentre i laser a CO2 e Nd:YAG sono adottati per la marcatura, la saldatura e il taglio di plastica, caramica e metalli.

TEKNE: tecnologia e manutenzione per la meccanica.

Quasi contemporaneamente alla fiera di Monaco si è svolta “Tekne & Maintenance”, esposizione veronese che ha coinvolto circa 400 aziende delle quali un centinaio di provenienza straniera (Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Svizzera). La manifestazione scaligera, giunta alla sua terza edizione, ha saputo coniugare l’aspetto puramente tecnico, rappresentato dalle tecnologie e dalle soluzioni per l’industria meccanica, al concetto di “global service” che mira a enfatizzare le tematiche concernenti la manutenzione sino ad allargarsi al facility management e all’e-commerce (settore al quale è stata riservata una specifica area espositiva).
Il “global service” si propone come il nuovo obiettivo da raggiungere nel percorso evolutivo seguito dall’industria inserita in uno scenario dove all’incremento della qualità e dell’efficienza si deve sommare una riduzione dei costi di produzione. Ed è proprio in questo panorama che si inserisce la necessità di delegare a terzi tutte le attività non ritenute di primaria competenza dall’azienda. In quest’ottica i produttori sono chiamati non solo a offrire tecnologia ad alto livello, ma anche alla fornitura di un vero e proprio servizio globale che segua l’intero sistema dalla progettazione alla manutenzione. Questo processo per l’utilizzatore dei macchinari si traduce quindi in un risparmio sul capitale fisso, ma soprattutto sulla possibilità di avere a disposizione competenze che assicurino costantemente la massima efficienza e le più elevate prestazioni degli strumenti adottati. E il decentramento della manutenzione è un comparto che nel nostro Paese si prevede in grandissima crescita stimabile in un incremento pari al 20% durante i prossimi cinque anni.
La kermesse veronese, oltre ad aver posto l’accento su questo rilevante aspetto, ha ovviamente messo in mostra tutte le prerogative di una vetrina dedicata all’industria meccanica: le tecnologie ausiliarie, la subfornitura, gli stampi, la prototipazione rapida, la qualità e la sicurezza. La manifestazione ha inoltre ospitato alcuni convegni sull’evoluzione dell’industria automobilistica, sulla manutenzione, sullo sviluppo tecnologico, sulla globalizzazione e sull’internazionalizzazione.

EMO 2001 punto di riferimento per la macchina utensile.

A settembre si è infine svolta “EMO Hannover”, importantissima fiera dedicata alle macchine utensili che ha presentato un panorama più che esauriente dell’intera produzione mondiale. Circa tre quarti della superficie espositiva è stata dedicata alle macchine utensili lavoranti per asportazione e per deformazione, ma la fiera tedesca ha anche riservato buoni spazi alle macchine di precisione, ai robot, ai controlli numerici, ai sistemi di montaggio, all’elettronica industriale, al software e agli accessori. La EMO ha, come sempre, offerto uno spaccato molto rappresentativo delle novità concernenti la macchina utensile: dalle più semplici attrezzature, alle più sofisticate soluzioni di alta tecnologia. L’esposizione ha inoltre messo in mostra il 90% dell’offerta mondiale del settore riguardante la lavorazione dei metalli, trasformandosi quindi in un osservatorio privilegiato per constatare il livello tecnico raggiunto dalle aziende costruttrici.
La manifestazione ha ovviamente registrato una notevole partecipazione delle aziende tedesche (padroni di casa) seguite comunque da una significativa presenza europea (Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna e Svizzera), asiatica (Giappone e Taiwan) e statunitense. L’Italia, rappresentata da oltre 350 imprese, si è presentata con la chiara finalità di riconfermare la validità della ricetta “made in Italy”, i cui ingredienti principali e vincenti consistono in una flessibilità e agilità produttiva senza confronti. Questa capacità di base ha permesso ai costruttori italiani di macchine utensili di orientarsi decisamente verso il cliente adattando la propria produzione all’andamento della domanda.
L’EMO è stata anche una straordinaria possibilità offerta ai tanti operatori italiani presenti ad Hannover di confrontarsi con le realtà provenienti da tutto il mondo, di sondare i possibili nuovi mercati e di consolidare la presenza nei paesi che rappresentano gli sbocchi tradizionali delle nostre esportazioni. Lo scorso anno Germania, Francia, Stati Uniti e Spagna sono stati i principali mercati per le macchine utensili italiane. Parallelamente l’Italia ha importato il maggior numero di macchine utensili da Svizzera, Giappone e soprattutto Germania che si è quindi dimostrata il principale partner italiano per quanto concerne la bilancia commerciale legata alla macchina utensile.
L’EMO di Hannover ha evidentemente beneficiato, e non poteva essere altrimenti, del trend derivato dall’aumento della produzione mondiale registrato nel 2000, a sua volta espressione della crescita della domanda, con una chiara inversione di tendenza rispetto al 1999.

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