| Il successo delle PMI passa attraverso la collaborazione.
Le alleanze tra le imprese di piccole e medie dimensioni tra esigenze di crescita, innovazione organizzativa, reciproca compatibilità e atavica diffidenza. Globalizzazione e nuove tecnologie, unite alla particolare configurazione industriale italiana, caratterizzata da unelevatissima presenza di aziende di piccola dimensione, fanno emergere la necessità, per le PMI, di intraprendere attività di alleanza volte a definire strategie per affrontare con successo la competizione sui mercati. Le relazioni tra le piccole e medie imprese. Anche in un quadro così complesso come quello italiano, è punto nodale il fatto che le piccole e medie imprese non vivono isolate, ma si fondano su una fitta rete di relazioni che lega le une alle altre. Tutte le attività sono infatti rette da un sistema di scambi di mercato tra imprese diverse. Questo sviluppo presuppone un ruolo predominante di un mercato dove gli scambi non siano occasionali, in quanto una simile evenienza darebbe origine a una pericolosa incertezza in fase di programmazione della propria attività. Le transazioni tra imprese si fondano quindi su veri e propri accordi collaborativi, che sviluppano un insieme di modalità di transazione strutturate al fine di stabilizzare il cosiddetto ambiente competitivo. Accordi verticali ed orizzontali: quali differenze. Gli accordi possono inoltre essere suddivisi un due fondamentali tipologie: abbiamo infatti collaborazioni verticali, volte cioè allapprendimento di competenze complementari rispetto al core business dellazienda e che caratterizzano le relazioni intraprese su mercati conosciuti, e collaborazioni orizzontali che espongono direttamente limpresa nei confronti di potenziali concorrenti che operano su un medesimo mercato non conosciuto. Cronologicamente le relazioni orizzontali, che insistono sulla tendenza dellimpresa a conoscere un nuovo mercato che generalmente coincide con il mercato estero, di solito precedono gli accordi di tipo verticale. Ci troviamo in ogni caso difronte a due livelli di un imprescindibile processo di apprendimento nel quale il rapporto con le altre unità produttive diviene trampolino di lancio per lo sviluppo delle proprie potenzialità. Laccordo come arma strategica competitiva. Per riuscire a competere con successo sui mercati globalizzati, secondo quanto rivelano le analisi di Nomisma sui processi di trasferimento di quote azionarie fra imprese, strumenti fondamentali appaiono le operazioni concernenti la minoranza del capitale aziendale, spesso collegate al rafforzamento finanziario delle imprese coinvolte. A tale proposito, nellultimo biennio, si è registrato un incremento di interventi di società finanziarie nel capitale aziendale. Una quota considerevole di operazioni di minoranza è rappresentata da accordi di scambio azionario o da acquisizioni minoritarie che consolidano preesistenti relazioni non equity. Queste operazioni, che mirano a uno strategico rafforzamento aziendale delle piccole imprese, sono attualmente quantificabili in circa 200 ogni anno. La valutazione del partner potenziale. Posto che esistono vari livelli di cooperazione, da una collaborazione di facciata si raggiunge una collaborazione destrutturata o una vera e propria imprenditorialità di gruppo, va da sé che lidentificazione e la valutazione dei potenziali partner rivesta unimportanza fondamentale che implica una reciproca compatibilità strategica e organizzativa. Stabilito quindi il tipo di collaborazione che si vuole intraprendere, la scelta dellimpresa alleata va operata mediante una valutazione comparata di alcune fondamentali caratteristiche aziendali. Innanzitutto vanno attentamente valutati i bisogni a cui deve rispondere laccordo, quali sono i vantaggi e quali gli ostacoli interni alla realizzazione della collaborazione. Cristiano Pinotti |
| Le PMI tra cooperazione e diffidenza.
Come abbiamo visto un tessuto frammentato come quello che caratterizza la struttura industriale italiana, per le ridotte dimensioni aziendali e in presenza di uneconomia dominata da grandi aggregazioni internazionali, è costantemente a rischio di ineguatezza se non intervengono modelli di integrazione imprenditoriale. |

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