| La competitività inizia dallammortamento degli impianti.
Levoluzione del progresso tecnologico porta con sè un aumento del valore degli impianti sul costo totale del prodotto. ecco perchÉ il problema del loro ammortamento non è in primo luogo contabile.
A prima vista potrebbe sembrare fuori tema in un contesto tecnico disquisire di un argomento normalmente trattato in ambito amministrativo, ma non è così. Con il progresso tecnologico lincidenza sul totale del valore degli impianti di produzione, sempre più automatizzati e sofisticati, è progressivamente aumentata arrivando a contribuire in maniera importante alla valorizzazione del costo totale del prodotto. A ciò si aggiunge che lobsolescenza tecnica, cioè la necessità di sostituire limpianto con un altro più avanzato ed efficace, è sempre più rapida. Ecco quindi che il criterio di ammortamento diventa una componente strategica per la competitività del prodotto.
Immobilizzazioni materiali: come ammortizzarle.
Per definizione lammortamento è il procedimento contabile a mezzo del quale viene frazionato in più esercizi, attraverso determinate quote, il costo di acquisizione di un bene per lesercizio di unimpresa. I problemi che si pongono nella determinazione tecnica delle quote dammortamento nel rispetto delle norme civilistiche riguardano:
1 il valore da ammortizzare
2 la durata dellammortamento
3 il metodo di ammortamento.
Il valore da portare in ammortamento.
Il costo di un impianto è costituito dal valore iniziale (di acquisto o di costruzione in economia) aumentato delle spese accessorie di installazione e collaudo, nonché delle spese incrementative via via sostenute, e diminuito del presunto ricavo di realizzo (valore residuo) conseguibile al momento delleliminazione (svendita o rottamazione). Cioè:
costo impianto = costo storico + spese + incrementi - valore residuo.
Il costo di un impianto deve essere reintegrato dai ricavi delle produzioni attuate utilizzando limpianto stesso.
Linizio e la fine di un ammortamento.
La vita utile dellimpianto è il periodo di partecipazione dello stesso alla produzione dimpresa.
La durata utile dipende quindi non soltanto dal logorio fisico-tecnico conseguente alluso (senescenza), ma anche da considerazioni di carattere economico, cioè ad esempio quando un impianto non risulta più economicamente conveniente poiché il ripristino della sua efficienza richiede costi (manutenzione o riparazione) troppo elevati. Oppure ancora quando la sua efficacia è superata da quella di un impianto più attuale (obsolescenza), o infine quando si richiedono altre potenzialità.
Durata ammortamento = data fine ciclo produzione (prevista) - data avvio produzione.
Il processo di ammortamento inizia nel momento in cui limpianto inizia a produrre e termina quando (si prevede che) il suo compito si conclude.
Come procedere ad un corretto ammortamento.
Per evitare che, in quanto proibito da decreto legislativo, il processo di ripartizione del costo sia accelerato o rallentato nei vari esercizi a seconda di convenienze di bilancio, il procedimento attraverso il quale si perviene al calcolo delle quote di periodo si ispira al cosiddetto principio funzionale.
Secondo tale principio in ogni esercizio (di solito anno solare) deve venire accantonata una somma costante pari a:
quota di ammortamento = costo di impianto / durata ammortamento.
Come detto le quote devono recare valore costante nellambito di un determinato piano di utilizzo industriale.
Pertanto, poiché i piani aziendali possono mutare, è quindi consentito modificare anche i piani di ammortamento ordinario (deve essere in tal caso redatta la motivazione nella nota integrativa del bilancio). I metodi di ammortamento più diffusi sono:
Ordinario: determinato in base a parametri (coefficienti) di utilizzo normale.
Intensivo: il maggior sfruttamento rispetto allutilizzo normale aumenta i coefficienti di cui sopra.
Anticipato: ulteriore quota aggiunta alle due precedenti per nuova acquisizione o costruzione.
Decelerato: il minor sfruttamento rispetto allutilizzo normale riduce i coefficienti normali.
Deduzione integrale: è consentita nellesercizio per beni di costo inferiore al milione di lire.
Le varianti al metodo: quali e quando.
Può accadere che per determinati impianti sia prevedibile un costo di rinnovo notevolmente superiore al costo storico di quelli in funzione, anche a parità di capacità produttiva. In tal caso può essere opportuno procedere, parallelamente allammortamento seguito con i criteri di cui sopra, ad accantonamenti di utili di esercizio mediante la costituzione di riserve di rinnovamento che concorreranno allautofinanziamento dei maggiori costi di rinnovo.
In determinate situazioni può sorgere il problema di una svalutazione oppure di una rivalutazione del bene in ammortamento, poiché dopo lavvio del piano emergono differenti condizioni operative interne o esterne allazienda. Il valore cui si deve fare riferimento per giudicare leventuale svalutazione non è il valore di mercato dellimpianto, ma il suo valore duso, cioè quel valore che potrà essere ragionevolmente recuperato attraverso i ricavi effettivi connessi al processo produttivo. Le rivalutazioni devono avere carattere di eccezionalità e possono avere ragioni economiche o di ordine monetario, cioè connesse a particolari fenomeni inflazionistici.
Le immobilizzazioni immateriali.
Fin qui si è parlato di impianti fisicamente ben individuabili. Le immobilizzazioni immateriali rappresentano invece investimenti durevoli privi di consistenza fisica, ma ugualmente necessari per la produzione di beni o di servizi. Essi sono: costi di ricerca, sviluppo, pubblicità; diritti di brevetto industriale e di utilizzo delle opere dingegno; concessioni, licenze, marchi; avviamenti e acconti.
Nella voce diritti di brevetto e opere di ingegno sono compresi il know-how specifico di ricerca e sviluppo e il software informatico. Nella voce concessioni sono compresi i diritti dautore e le royalties. Lattuale forma fiscale prevede che tali beni immateriali siano deducibili in misura non superiore a un terzo del loro costo.Il periodo minimo di ammortamento è pari quindi a tre esercizi.
Nella voce avviamenti sono compresi lacquisto di azienda, il conferimento, la fusione e lacquisto di partecipazioni. Lattuale norma fiscale prevede che tali beni siano deducibili in misura non superiore a 1/5 del loro valore.
Le immobilizzazioni finanziarie.
Comprendono essenzialmente due categorie di valori:
partecipazioni finanziarie (titoli)
immobilizzazioni diverse (crediti a media e lunga durata).
Lacquisizione di partecipazioni costituisce un investimento durevole di capitali che risponde a precise scelte di politica aziendale. È quindi una forma di impiego destinata a rimanere stabilmente nellazienda e pertanto si annovera a piena ragione tra le immobilizzazioni, anche se spesso le forme di valorizzazione dellammortamento assumono aspetti particolarmente complessi e discutibili.
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