La gestione delle scorte: differenziare è d’obbligo.

La presenza delle scorte di materiale in azienda è il più delle volte indispensabile. Ma, Dal momento che le scorte costano, occorre un’oculata scelta per tipo di materiale del metodo di gestione che ne garantisca il livello ottimale.

Le tipologie di scorte viste dalla produzione.

Nell’ambito della logistica esistono diversi criteri (e altrettanti termini) per l’identificazione di un tipo di scorta, in funzione delle modalità di approccio per la loro gestione. Dal punto di vista della produzione possiamo fare riferimento alla seguente suddivisione:
Scorte di transito: sono generate dai tempi di trasferimento dei materiali da un punto all’altro del ciclo di trasformazione.
Scorte di ciclo: sono generate dal modo di acquistare e di produrre per lotti (lotto minimo, lotto economico, ecc.).
Scorte di sicurezza: sono generate da un’alta variabilità della domanda e/o da incertezze nei tempi di approvvigionamento.
Scorte di disaccoppiamento: sono generate dall’opportunità di separare le produzioni dei vari reparti ai fini di ottimizzarne l’efficienza.
Scorte di periodo: sono generate dalla necessità di assorbire le differenze tra andamento della domanda e capacità di produrre (stagionalità).

In particolare:
• per scorta minima (SM) si intende la minima quantità di materiale a giacenza per evitare le rotture di stock, secondo la seguente equazione:
SM = GC x 12 x CM / 365 x LS.
Dove:
GC = giorni di copertura (funzione del tempo di approvvigionamento)
CM = consumo medio mensile
LS = livello di servizio (coefficiente di sicurezza)

Invece, per punto di riordino (PR) si intende la giacenza raggiunta la quale è necessario rinnovare l’ordine del materiale gestito a scorta, secondo la seguente equazione:
PR = SM + (TA x CM x 12/365)
dove:
SM = scorta minima
TA = tempo di approvvigionamento (Lead Time Acquisti)
CM = consumo medio mensile

Il rapporto tra tipologia e forma di una scorta.

La logistica di produzione prevede la ripartizione dei materiali in tre forme: materia prima, semilavorato, prodotto finito. La tabella 1 mostra la matrice “tipologia/forma”: per ogni punto di incontro viene indicato uno o più oggetti di analisi che determinano l’ottimizzazione dei relativi livelli di scorta.
In particolare, per lotto di acquisto, di produzione o di distribuzione si intende il cosiddetto Lotto Economico (LE), cioè la quantità di materiale che rende minimo il totale dei costi e ottimale il rapporto tra costi e livello di servizio.

Infatti minore è la quantità di lotto:
• minore è l’impegno finanziario
• minore è lo spazio necessario per la tenuta delle scorte
• minore è la forza contrattuale di acquisto
• maggiore è il numero di ordini da emettere (a parità di fabbisogno)
• maggiore è il rischio di rottura di stock. Lo dimostra la seguente equazione
LE = 2 x 12 x CM x CO/CS x C
dove:
CM = consumo medio mensile
CO = costo di emissione e di gestione dell’ordine di acquisto
CS = costo standard (acquisto o produzione) dell’articolo
CI = incidenza del costo di magazzino sul costo standard.

Tipologia Materia prima Semilavorato Finito
Scorta di transito Sistema di acquisto
Localizzazione fornitori
Layout di processo
Movimentazione materiale
Layout di stabilimento
Sistema distributivo
Scorta di ciclo Acquisto a lotti Produzione a lotti Distribuzione a lotti
Scorta di sicurezza Qualità della fornitura
Affidabilità delle consegne
Resa produttiva materiali
Efficienza produttiva
Affidabilità delle previsioni
Affidabilità delle consegne
Scorta disaccoppiamento Flessibilità delle fornitura Flessibilità produttiva Flessibilità delle consegne
Scorta di periodo Stagionalità della fornitura Stagionalità della domanda

I criteri base di gestione di una scorta.

I principali criteri utilizzati sono due.
Gestione a fabbisogno: il dimensionamento viene determinato sulla base delle previsioni di vendita o dagli ordini effettivi. Le scorte dei componenti sono proporzionali al fabbisogno di finiti secondo distinta.
Ad esempio, nel caso di approvvigionamento di componenti per assemblare biciclette si avrebbe:
fabbisogno di finiti 100
scorta manubri 100
scorta telai 100
scorta pedali 200
scorta selle 100
scorta cerchi 200

Gestione a scorta: il dimensionamento è indipendente dalla domanda ma viene determinato da considerazioni economiche e logistiche. I materiali necessari per assemblare il prodotto finito sono tenuti a scorta in quantità ottimali rispetto al loro ciclo di fabbricazione e non tengono conto del fabbisogno di finito.
Nell’esempio della bicicletta si ha:
fabbisogno di finiti 100
scorta manubri 200
scorta telai 100
scorta pedali 500
scorta selle 250
scorta cerchi 150
Il criterio di gestione a scorta prevede a sua volta due modelli.
A quantità fissa di riordino: l’ordine viene emesso quando la scorta raggiunge il livello di riordino prefissato. La quantità ordinata è costante e corrisponde al Lotto Economico di riordino. Il livello di riordino è definito dalla scorta necessaria per far fronte alla domanda durante il Lead Time di approvvigionamento (fig.1)
A periodo fisso di riordino: l’ordine viene emesso a intervalli di tempo costanti. Il livello di scorta di riferimento (max) corrisponde alla quantità necessaria per soddisfare la domanda nel tempo (T+t) essendo T il periodo di riordino e t il tempo di approvvigionamento (Lead Time). Il periodo di riordino ottimale corrisponde al Periodo Economico di riordino, calcolato con lo stesso procedimento del lotto economico (fig. 2).

FIG 1

FIG 2

Massimo Fumagalli

Massimo Fumagalli è ingegnere meccanico e svolge attività di consulenza in organizzazione d’impresa come partner della società PRIMA Organizzazione Industriale
tel. 031-571535, fax 031-571365, E-mail primasnc@tin.it)

Consorzio Distributori Utensili
Caponago (Milano) - tel. 02 95 74 6 081

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