Internet e PMI: evoluzione di un rapporto.

Avere un sito Internet non è più sufficiente. L’analisi delle informazioni sui navigatori che frequentano il web aziendale è un’operazione essenziale per conoscere a fondo il proprio mercato.

Benché l’eccessiva euforia per la rete telematica abbia lasciato il campo a giudizi più ponderati, la Rete conferma il suo ruolo di primo piano nell’informazione aziendale. Infatti oltre il 70% delle piccole e medie industrie italiane possiede un sito Internet e il 10,6% sta programmando un’attivazione di pagine web. Isdn, Adsl, 2 Mbps sono divenuti termini noti non solo alla dirigenza aziendale, ma anche ai livelli più bassi.
Come emerge da un’indagine realizzata da Sirmi, la facoltà di accesso è consentita ai dipendenti delle PMI nel 55,2% dei casi, oppure viene limitata a un gruppo selezionato di lavoratori per un buon 33,6%.

Analizzare il navigatore: una nuova esigenza.

Da tutto questo però, pur in un quadro tecnologicamente piuttosto avanzato, emerge un dato significativo per comprendere come Internet non venga ancora sfruttato nel pieno delle sue possibilità. Solo il 32,2% delle imprese analizza gli accessi al proprio sito.
Datawarehouse e business intelligence, i software e gli strumenti di analisi dei dati e delle informazioni, rappresentano però un’imprescindibile evoluzione. Come sottolinea Andrea Maserati, presidente della Federazione per l’economia digitale (Fed), l’analisi degli accessi riveste un’importanza strategica fondamentale: “contribuisce a migliorare l’efficienza del sito, controllare i comportamenti dei navigatori, monitorare le loro insoddisfazioni, determinare il successo delle campagne pubblicitarie on-line”. Proprio quest’ultima attività si collega al fatto che le aziende che eleggono Internet quale veicolo pubblicitario ricorrono più spesso di altre all’analisi del sito.

Le informazioni più richieste nel lavoro di analisi.

Le aziende che hanno imboccato la via dell’analisi degli accessi si focalizzano su alcuni punti di indagine ritenuti particolarmente interessanti.
Tra i parametri presi in considerazione la leadership spetta al numero delle pagine viste (gli “hit”), seguito da data e ora delle richieste, dal tempo totale di permanenza nel sito e dalla provenienza del visitatore. Un’analisi, evidenzia sempre la ricerca Sirmi, che nel 53,6% dei casi viene effettuata direttamente dal personale interno all’azienda, oppure dal provider (21%), o anche affidata a società specializzate (16%).

Gli obiettivi dell’analisi.

Il controllo del traffico è il principale obiettivo perseguito dalle PMI nell’analisi degli accessi Internet, immediatamente seguito dalla volontà di modifica e aggiornamento dei contenuti presenti sul sito. A debita distanza seguono la determinazione della popolarità del sito e la semplificazione della navigazione. Obiettivi, questi, che fanno emergere come il sito non rivesta ancora l’importanza strategica che un simile strumento dovrebbe invece ricoprire.
Sono ancora troppo poche le informazioni raccolte sui navigatori. Inoltre nel 30,1% dei casi l’analisi dei dati viene effettuata una sola volta al mese; controlli più frequenti, più volte la settimana, si raggiungono solo nel 6,9% delle aziende interpellate, mentre per assistere a un’analisi giornaliera si deve scendere al 5%.

Il vantaggio di possedere diversi strumenti.

I software per una gestione sofisticata dei dati raccolti in Internet sono ancora troppo poco presenti nelle PMI italiane. Datawarehouse ed Erp (Enterprise resource planning, ovvero le piattaforme integrate per la gestione d’impresa) sono totalmente assenti nel 67,8 delle imprese coinvolte dalla ricerca Sirmi: un dato che si giustifica con il costo, ritenuto eccessivo, di questi strumenti informatici, con la complessità del progetto e anche con la mancanza di informazioni a riguardo.
L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalle aziende che hanno adottato questo moderni strumenti informatici che hanno potuto constatare notevoli vantaggi in termini di velocità decisionale (34,2%), efficienza operativa (30,9%), servizi per il cliente (25,7%) e migliorata interpretazione delle problematiche aziendali (17,1%).
L’analisi degli accessi in un sito aziendale è quindi solo il primo passo verso un completo sfruttamento delle risorse della Rete. Dato fondamentale risulta infatti l’intensità d’uso, parametro imprescindibile per comprendere l’identità e le caratteristiche dei navigatori.

Più gestione aziendale, meno e-commerce.

Esaminando le potenzialità di Internet non abbiamo mai accennato direttamente all’e-commerce. Questo perché, almeno per quanto concerne il contesto italiano, il commercio elettronico continua ad essere una voce minoritaria nella maggioranza dei settori industriali. Nell’ambito dell’industria meccanica le vendite on-line sono infatti utilizzate solo dal 3,2% delle imprese con un volume d’affari pari al 2,4% del totale.
Un panorama legato probabilmente alla nostra cultura, all’ineguatezza degli strumenti informatici in uso in molte aziende e a una mentalità non ancora totalmente aperta verso le più recenti tecnologie.La Rete può però divenire uno strumento essenziale nell’automatizzazione dei processi aziendali e nella gestione delle relazioni che intercorrono tra progettisti, fornitori, subfornitori, clienti, distributori e venditori che operano attorno a un’impresa.
La finalità di Internet, almeno nel breve periodo, si trasla, quindi, dall’attività commerciale verso una maggior efficienza e produttività dell’azienda nel suo complesso. Questa intensa automatizzazione, con ogni probabilità, porterà al pieno sfruttamento della Rete, ivi compreso l’e-commerce.

Fonte: Assinte/Fed - Risposte di un campione in%

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