Gli indici economico-finanziari aziendali.

Uno sguardo ai principali indici di riferimento economico-finanziari di cui una moderna impresa deve tener conto per avere successo.

L’impresa di produzione usa il denaro come una materia prima che, come tale, ha un proprio costo. Pertanto il profitto che si ricava dall’impresa deve coprire anche il tasso di mercato per l’approvvigionamento dei fondi. Le imprese che ci riescono prosperano, le altre non a lungo. La conoscenza e l’aggiornamento periodico del valore dei principali indici di riferimento economico finanziari, conosciuti anche come Ratios, serve per collegare il rendimento delle risorse finanziarie ai parametri dell’operatività quotidiana di un’azienda.
I Ratios sono rapporti numerici tra diversi valori aziendali, con particolare attenzione a quelli economici, finanziari e patrimoniali. Non hanno quindi dimensione in unità di misura fisiche ma valgono come puri indici numerici.
Esistono numerosi indici economico-finanziari, di natura e significato diversi. Per evitare confusioni e disorientamenti, evidenziamo in questo articolo solo quelli di maggiore interesse generale.

Lo scenario economico e finanziario.

In una qualsiasi azienda sono tre i documenti dai quali si possono estrarre i dati di base per un’analisi.
1. Lo Stato Patrimoniale: come il rapporto tra massa e peso genera una forza, il rapporto tra attività (crediti clienti, beni, scorte, cassa) e passività (debiti fornitori, fondi, oneri, imposte) genera un profitto. È un documento statico, che fa riferimento a un certo istante nel tempo.
2. Il Conto Economico di Esercizio: quantifica i guadagni e le perdite derivanti dalle operazioni ordinarie specifiche dell’attività azienale. Misura e confronta quindi in un determinato periodo di tempo ricavi e costi secondo principi contabili.
3. Il Rendiconto del Cash-Flow: indica i flussi di liquidità in entrata e in uscita misurandone i movimenti di cassa. Un’azienda può trovarsi in una situazione critica quando, nonostante mantenga una buona redditività, esaurisce la sua liquidità.

Dallo Stato Patrimoniale evidenziamo i seguenti raggruppamenti di voci:
• AF = attività fisse: beni immateriali, immobilizzi, investimenti
• AC = attività correnti: scorte, crediti vs. clienti, cassa
• CP = capitale proprio: azioni ordinarie emesse, riserve di capitale, riserve di utili
• DLT = debiti a lungo termine: mutui, prestiti obbligazionari
• PC = passività correnti: debiti verso fornitori, debiti a breve termine, interessi dovuti

Si determinano 4 termini di rapporto:
AT = attività totali = AF + AC
CN = capitale netto = CP
CI = capitale impiegato = CP + DLT
CC = capitale circolante = AC – PC
Dal Conto Economico evidenziamo tre livelli di profitto:
• PPII = profitto (ricavi – costi) prima degli interessi e delle imposte
• PPI = profitto prima delle imposte
• PDI = profitto netto.

I principali indicatori di reddittività.

1) La redditività degli investimenti (ROI = Return On Investment).
Vi sono due misure diverse perché pongono l’accento su due diversi aspetti dell’attività economica aziendale, entrambi importanti.
1. ROTA = redditività delle attività totali (Return On Total Assets): rappresenta la misura dell’efficienza operativa dell’attività economica in generale = PPII / AT.
2. ROE = redditività del capitaleproprio (Return On Equity): valuta il rendimento d’impresa per gli azionisti = PDI / CP. bIl ROE è il più importante indice della finanza aziendale poiché misura il rendimento in termini assoluti distribuito agli azionisti in relazione al loro investimento. Un alto valore significa successo e quindi maggiore facilità di attrarre nuovi fondi. In altre parole: incremento di valore dell’azienda.

2) La performance operativa (ROS = Return On Sales).
Vi sono anche qui due misure diverse, che discendono dal ROTA.
1. Margine delle vendite (%): (PPII / Ricavi dalle vendite) x 100
2. Rotazione delle vendite: (Ricavi delle vendite / PC)
Un’importante variante di tale modello di performance è costituita nell’area logistica dalla rotazione delle scorte su vendita (Ricavi delle vendite / Valore medio delle scorte) o su acquisto (Costo del venduto / Valore medio delle scorte)

3) La liquidità
Un’azienda sana deve essere capace di procurarsi il denaro per fronteggiare tutte le passività a breve e medio termine secondo la loro scadenza. I principali indici sono tre.
• CT = Current Ratio = AC / PC
Indica la capacità dell’azienda di pagare le passività a breve con il denaro esistente e gli incassi previsti. È auspicabile un valore maggiore di 1.
• QR = Quick Ratio = AC – scorte / PC
Indica la capacità dell’azienda di pagare le passività a breve con le sue disponibilità di cassa. È ottimo un valore uguale o maggiore a 1.
• OT = Indice di Overtrading = CC / Ricavi delle vendite
Indica la tendenza (ad esempio per vendite rapidamente crescenti) ad avere attività eccedenti i propri mezzi.
A questi indici se ne può aggiungere un quarto che analizza la capacità di copertura degli interessi passivi, cioè la forza della cosiddetta “leva finanziaria”: ICI = Indice di Copertura Interessi = PPII / Interessi Passivi
4) La forza finanziaria
L’indice di indebitamento può essere calcolato sul capitale proprio o sulle passività totali. In ogni caso maggiore è l’indebitamento, maggiore è il rischio di azienda. Tale situazione deve quindi bilanciare il fatto che l’indebitamento costa meno del capitale proprio.
• IDCP = Indice di indebitamento sul capitale proprio = (DLT + PC) / CP.
• IDPT = Indice di indebitamento sulle passività totali = (DLT + PC) / (DLT + PC + CP).

Monitorare la redditività di un’impresa.

Gli indici economico-finanziari (quelli evidenziati e/o altri diversi, dovuti a nature aziendali specifiche) devono costituire parte integrante del sistema di monitoraggio della redditività di un’impresa assieme a quelli tecnici (standard produttivi), commerciali (margini di prodotto) e logistici (qualità degli approvvigionamenti e rotazione delle scorte).
Attraverso l’analisi periodica dello stato effettivo degli indici e il loro confronto con i valori prefissati in sede di budget possono essere tempestivamente modificate le strategie operative e i comportamenti aziendali verso l’esterno (clienti, fornitori, istituti di credito).
Le condizioni, in ogni operazione economica così come in ogni fase produttiva e in ogni azione commerciale, cambiano continuamente. In una situazione dinamica i ratios aiutano l’impresa a cogliere prontamente importanti opportunità o a correggere tempestivamente situazioni pericolose.

Un esempio numerico.

Supponiamo di avere i seguenti dati base (valori in migliaia di Euro):
Ricavi delle vendite = 1.120
Valore delle scorte = 30
Interessi passivi = 15
AF = 480
AC = 320
CP = 360
DLT = 200
PC = 240
PPII = 112
PPI = 92
PDI = 60

Si ottengono questi rapporti:
AT = 800
CN = 360
CI = 560
CC = 80

I valori dei singoli ratios evidenziati sono i seguenti:
ROTA = 112 / 800 = 0,14 (14%)
ROE = 60 / 360 = 0,167 (16,7%)
Margine delle vendite = 112 / 1.120 = 0,10 (10%)
Rotazione delle vendite = 1.120 / 800 = 1,4 (volte nell’anno)
CT = 320 / 240 = 1,33
QR = (320 – 30) / 240 = 0,79
OT = 80 / 1.120 = 0,071 (7,1%)
ICI = 112 / 15 = 7,5 (volte)
IDCP = (200 + 240) / 360 = 1,22
IDPT = (200 + 240) / (200 + 240 + 360) = 0,55 (55%)

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