Temporary management

Manager in affitto: una soluzione a portata di pmi.

Il temporary management è uno strumento a disposizione delle aziende di piccole e medie dimensioni per risolvere urgenti problemi gestionali grazie a elementi chiavi quali capacità specifiche, flessibilità nell’affrontare i cambiamenti del mercato e formazione.


È quindi sempre più necessaria una flessibilità strategica in grado di concentrare le forze verso uno specifico obiettivo, individuando con chiarezza gli ambiti dove intervenire per fronteggiare i più repentini cambiamenti.
Questo imetodo, ormai acquisito dalle più grandi realtà industriali che possono contare su un organico dotato di specifiche conoscenze nei differenti aspetti gestionali, appare ancora difficilmente applicabile alle PMI che, specialmente in occasione di difficili congiunture o di profondi cambiamenti, spesso non possiedono le risorse per orientare l’azienda nella giusta direzione.

La soluzione manageriale “a tempo”.

La struttura stessa dell’apparato manageriale delle PMI, spesso fondata sull’appartenenza dei vertici dirigenti alla famiglia fondatrice dell’impresa, si risolve sovente in un ostacolo nell’affrontare e risolvere le problematiche sottoposte dal mercato.
Questo dilemma manageriale può essere brillantemente risolto ricorrendo al cosiddetto “temporary management”. Una soluzione che, nata a cavallo della seconda metà degli anni Ottanta, consente alle aziende di “affittare”, a tempo determinato, dirigenti di elevato livello in grado di risanare un’azienda, o semplicemente di guidarla attraverso un periodo transitorio particolarmente difficile quale potrebbe essere, a puro titolo esemplificativo, il cambio generazionale degli imprenditori.
Questo tipo di soluzione, dopo un favorevole esordio anche nel nostro Paese, aveva successivamente segnato il passo almeno fino al 1993, anno in cui la crisi economica ha agito da acceleratore nei confronti della riorganizzazione delle imprese. Attualmente il “temporary management” appare uno dei più validi sistemi per affrontare i periodi di congiuntura economica meno favorevoli.
Il “temporary management” è riassumibile nell’attività di una società specializzata che offre in “affitto” professionalità di elevato livello, dotate di competenze specifiche nello sviluppo di un determinato progetto, nella gestione d’impresa o in particolari settori. Tale offerta è subordinata a un periodo di tempo limitato e ha l’obiettivo risolvere un particolare problema, o di operare un riassesto finanziario, con in più l’impegno di fare anche “formazione” in modo da assicurare lo sviluppo futuro dell’azienda.
Ma vediamo, passo dopo passo, come si sviluppa l’attività di queste società e il lavoro del manager a tempo.

Il “temporary management” step by step.

Il primissimo intervento in ordine di tempo consiste nell’analisi dello stato in cui si trova l’azienda nel momento in cui viene richiesto l’aiuto del manager. Individuati i punti su cui operare, la società di “temporary management” sceglie all’interno del proprio team il dirigente più adatto a svolgere il compito focalizzato. A questo punto il manager viene inserito nell’organico aziendale con mansioni, ruolo e responsabilità ben definite. Il manager però non è lasciato a sé stesso, ma viene controllato nel suo operato e supportato attraverso l’aiuto degli altri manager che fanno capo alla società di temporary management.
Occupato nell’azienda-cliente un posto solitamente di rilievo, il manager temporaneo comincia a seguire il piano di lavoro in precedenza messo a punto. Dalla scelta dei collaboratori più inclini al cambiamento, si passa a continue verifiche che analizzino quanto realizzato e la distanza che ancora lo separa dall’obiettivo. Tali verifiche vengono parallelamente effettuate sia dalla società di “temporary management”, sia dalla proprietà dell’azienda-cliente, che in tal modo possono decidere eventuali variazioni di rotta.
Come detto, il manager deve anche impegnarsi a trasferire le sue conoscenze e il suo sistema di lavoro a chi gli succederà al termine del proprio “mandato” e in considerazione della struttura fortemente familiare delle PMI italiane, spesso questa figura coincide con il figlio dell’imprenditore che nel futuro rileverà l’impresa. Così, al conseguimento degli obiettivi prefissati, il manager a contratto rientra nei ranghi della società di “temporary management”.

Una soluzione valida anche per il “pubblico”.

Fasi delicate di crisi, o di profondi e radicali cambiamenti, ma sempre comunque caratterizzate da elementi quali urgenza e complessità, possono quindi essere affrontate con il “temporary management”. Una soluzione che, perfetta per le aziende di medie dimensioni, potrebbe riservare piacevoli sorprese anche in ambito pubblico.
In effetti già altri paesi di “Eurolandia”, come Olanda e Gran Bretagna, da tempo ricorrono ai manager in “affitto” per recuperare il gap che separa le imprese statali da quelle private. Un esempio, che sarebbe auspicabile venisse seguito anche dall’Italia, considerata l’arretratezza che la Pubblica amministrazione palesa nei confronti dell’imprenditoria privata.

Altre soluzioni di management in affitto.

Oltre alle società di “temporary menagement”, di cui abbiamo parlato, esistono altre formule di “affitto” manageriale: le executive search, le cooperative di dirigenti e i manager freelance.
• Le executive search sono società orientate alla ricerca di dirigenti che poi propongono al potenziale cliente. Da questo ventaglio di manager disponibili è il cliente stesso che opera la scelta e ingaggia il professionista, proponengogli un contratto di consulenza, oppure un contratto temporaneo, o ancora un contratto di collaborazione coordinata continuativa. Il dirigente prescelto opera in totale autonomia dalla executive search e al termine della propria “missione” può rimettersi a disposizione della società, oppure può divenire un collaboratore a tempo indeterminato dell’azienda nella quale ha operato.
• Le cooperative di dirigenti invece si muovono individuando tra tutti i propri soci alcuni candidati da sottoporre all’azienda-cliente, la quale, una volta operata la scelta, si accorda direttamente con il manager per quanto concerne il compenso. Durante l’attività il manager può chiedere aiuto agli altri membri della cooperativa alla quale deve in ogni caso devolvere una percentuale del compenso pattuito. Al termine del proprio lavoro il dirigente rientra nei ranghi della cooperativa.
• Infine vi sono i manager freelance che offrono alle aziende la propria attività di consulenza in totale autonomia e contando esclusivamente sulle proprie capacità e disponibilità.

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