| Il credito deprime le PMI italiane.
Le piccole e medie imprese, che costituiscono la spina dorsale del sistema industriale del nostro paese, spesso non sono adeguatamente sostenute dal mondo finanziario. Drammatica la situazione per le start up. Il credito: un campo dazione molto ristretto. Il sistema bancario italiano, anche a causa della cattiva congiuntura economica, sta sempre più centellinando le risorse economiche da destinare alle imprese di piccole e medie dimensioni. Le PMI, con lo stallo dei corporate bond, la mancanza di fondi specializzati e il sempre più difficile accesso ai prestiti vedono così restringersi pericolosamente limbuto delle proprie possibilità di azione. Le pmi di fronte alla crisi finanziaria. Eppure lelenco delle piccole e medie imprese che si trovano sempre più spesso in difficoltà finanziarie pare destinato ad allungarsi. Ciò anche a causa di noti crack finanziari, su tutti il caso Cirio, che hanno sostanzialmente bloccato il mercato italiano delle obbligazioni societarie senza rating. Le nuove imprese alla ricerca del credito. La situazione diventa poi drammatica quando sono le nuove idee imprenditoriali a rivolgersi alle banche. Le risorse, infatti, per la maggior parte dei casi vengono concesse solo in cambio di garanzie alla luce del sole, ovvero immobili o quantaltro che con estrema difficoltà un giovane aspirante imprenditore può possedere. E i numeri, ancora una volta, parlano chiaro: nel 2002 solo 49 aziende hanno beneficiato di un finanziamento bancario, con un sostanziale ridimensionamento delle cifre del 2001 (222 operazioni finalizzate alla nascita di nuove imprese) e del 2000 (anno record con 339 operazioni). La banca, se si considera il fatto che la scarsa disponibilità finanziaria è lostacolo principale per la nuova impresa almeno nel 75% dei casi, diviene sempre più la tomba per le nuove idee che vanno a scontrasi con la diffidenza e la superficialità che gli istituti di credito mostrano nei confronti di qualsiasi nuovo progetto di old o new economy. I requisiti patrimoniali secondo Basilea 2. Altro ostacolo che si profila nei confronti dei finanziamenti alle piccole e medie imprese, è la normativa, denominata Basilea 2, sui requisiti patrimoniali delle banche, che, giunta alla terza versione, pare abbia cercato di risolvere, almeno in parte, alcuni dei nodi individuati da Tremonti. Il nostro Ministro per lEconomia ha infatti più volte sottolineato come le regole messe a punto dal Comitato di Basilea, che sotto la guida del presidente della Federal Reserve di New York riunisce le autorità di vigilanza dei maggiori Paesi, tendano a rendere estremamente esiguo e costoso il credito verso le PMI. Il salto di qualità nella gestione del credito. Le nuove norme otterranno però i nefasti sviluppi paventati da Tremonti, solamente se non correttamente interpretate. Anzi, la loro applicazione dovrebbe migliorare le disponibilità creditizia per tutte le aziende sane, che andranno selezionate non in base alle dimensioni, ma sotto il profilo del merito. |

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