E-business & subfornitura: il dialogo non decolla.

L’atteggiamento delle aziende italiane che operano nel settore della subfornitura nei confronti delle tecnologie Internet-based è il tema centrale di una recente ricerca messa a punto dal Consorzio Politecnico Innovazione in collaborazione con il Comitato Interassociativo Subfornitura.
Alla base di questa indagine, altamente qualitativa, un campione di 22 aziende, per la quasi totalità attive nel settore meccanico, che operano in Lombardia.
Eterogeneo, e nel complesso adeguato riflettere la situazione del mercato della subfornitura italiana, il campione di imprese preso in esame.
Il 40% delle aziende analizzate ha un organico inferiore ai 15 dipendenti, il 32% è rappresentato da aziende fino a 50 addetti, mentre le restanti imprese (14%) superano i 51 addetti.
La ripartizione delle aziende in base al fatturato vede, invece, il 59% delle imprese attestarsi tra 1 e 5 milioni di euro e un 18% capace di sviluppare oltre 10 milioni.

I quesiti posti in relazione al business on line.

La ricerca condotta è stata finalizzata a verificare l’incidenza di Internet nei rapporti con i clienti, per captare più efficemente e velocemente le richieste del mercato, fidelizzare i clienti acquisiti e raggiungere un più ampio numero di acquirenti, oltre alla verifica dell’effettiva possibilità, tramite Internet, di migliorare i rapporti con i fornitori.
Una serie di quesiti che presuppone la valutazione dell’attuale informatizzazione delle aziende come un elemento strategico fondamentale.
Per questo sono stati analizzati gli aspetti che riguardano tecnologie legate a Internet di notevole impatto aziendale quali SCM (Supply Chain Management), PDM (Product Data Management), CRM (Customer Relationship Management), oltre a servizi meno specifici che qualsiasi utilizzatore di medio livello della rete conosce.

Lo strumento di internet come business partner.

L’indagine del Consorzio Politecnico Innovazione evidenzia come oltre la metà degli scambi via rete riguarda: sviluppo prodotti, vendite, produzione, ordini e fatturazione. Oltre il 60% delle aziende, però, non concede l’accesso al proprio sistema informatico a clienti e fornitori: una opportunità che viene concessa solo a committenti particolarmente importanti per fatturato.
Internet viene invece utilizzato come strumento per la ricerca di nuovi clienti dal 36,4% delle aziende; mentre per il ricevimento e la conferma di ordini il tradizionale fax è, nel 90,9% dei casi, lo strumento più diffuso. In questo ambito l’e-mail sta piano piano guadagnando terreno e viene utilizzata dal 31,8% delle aziende.
La ricerca di nuovi partner per il 77,8% delle aziende subfornitrici si basa ancora sul tradizionale “passaparola”, segnalazioni e referenze; in questo processo Internet viene consultato solo nel 33,3% dei casi.
Il ruolo di internet assume invece un’importanza maggiore per le aziende che operano sui mercati internazionali (Unione Europea e Stati Uniti) dove gli strumenti informatici, come la posta elettronica, divengono prioritari con un utilizzo pari al 68,8%. Anche in questo caso solo un quarto delle aziende interpellate ritiene necessaria un’implementazione dei propri strumenti tecnologici.

La valutazione dei siti Internet aziendali.

Tutte le realtà industriali che hanno partecipato all’indagine affermano di avere al proprio interno almeno una postazione dalla quale è possibile accedere a Internet; ma quando la questione si sposta sull’utilizzo di Internet come strumento di contatto che comporta la creazione di un proprio sito aziendale il dato, seppur confortante, scende al 72,7%. Il 18,2% degli intervistati dichiara, invece, il proprio completo disinteresse all’argomento.
Il livello di soddisfazione registrato nei confronti del proprio sito aziendale è poi un argomento che trova un livello medio-alto solo nel 35,5% dei casi, mentre quasi la metà degli intervistati (45,5%) si dichiara insoddisfatto del proprio sito. Dati che spiegano, almeno in parte, la totale mancanza di strumenti di e-commerce.

Le tecnologie del tipo “Internet-based”.

Anche le tecnologie basate su Internet per la gestione dei fornitori e dei clienti, per l’acquisto di materiali e per l’acquisizione di documentazione tecnica non suscitano ancora grande interesse e solo il 25% delle aziende consultate utilizza una o più di queste soluzioni informatiche.
In totale controtendenza rispetto a questi dati è invece l’utilizzo di tecnologie consolidate e di macchine a controllo numerico. Decisamente elevato anche il ricorso a progettazione CAD e CAM.

L’indagine della Fondazione Nord Est.

A margine di questo approfondimento sul rapporto tra la subfornitura e le nuove tecnologie, può certamente essere interessante sottolineare gli aspetti connessi all’utilizzo di Internet evidenziati dall’analisi annuale della Fondazione Nord Est e svolta su un campione di oltre 1000 imprese tra le più rappresentative del nostro Paese.
Da questa corposa indagine emerge come il 90% delle aziende italiane possieda un collegamento alla rete - percentuale che raggiunge il 98,2% nelle aziende con un organico superiore ai 50 dipendenti - e come il 61,6% abbia un proprio sito Internet, con un picco, per le aziende con oltre 100 addetti, che arriva al 87,6%. Ma anche in questo caso, che come abbiamo detto spazia su tutta l’industria italiana e non si limita alla subfornitura, l’e-commerce incontra ancora molte difficoltà e viene sfruttato solo nel 10% dei casi. Per quanto concerne le aree geografiche, le strategie di vendita affidate al commercio elettronico vedono il settore Nord Ovest più impegnato con un 11,2%, mentre il Nord Est, in questo caso fanalino di coda, utilizza l’e-commerce solo nel 8,7% dei casi. Le dimensioni aziendali anche in questa occasione vedono crescere l’impiego di questa tecnologia con l’incremento delle proporzioni delle imprese, ma registrano una significativa inversione di tendenza per quanto riguarda le aziende con un numero di addetti compreso tra 20 e 49 unità, ferme a un deludente 7,1%.
Da queste analisi della situazione italiana si possono trarre due interessanti conclusioni: Internet è ormai uno strumento acquisito nella quasi totalità delle imprese, ma ancora sottoutilizzato se si considerano le sue infinite possibilità, mentre l’e-commerce viene guardato con estrema diffidenza, non solo nel comparto relativo alla subfornitura, ma anche a livello più generale e senza sostanziali differenze - l’oscillazione è infatti di soli 2,5 punti percentuale - tra le diverse aree del Paese.

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