| LALLARGAMENTO DELLUE: QUALI OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE ITALIANE.
Con il nuovo ingresso lo scorso 1° maggio di 10 nuovi paesi, lUnione Europea amplia i suoi confini e si candida ad essere un mercato sempre più vasto e competitivo sullo scacchiere mondiale. Di fronte a questo allargamento, le imprese del nostro paese si interrogano su opportunità e pericoli. Ma sulla bilancia pesano molto di più le prime. Vediamo perchè. Dallo scorso 1° maggio lUnione Europea si è allargata a 25 Paesi includendo ai quindici già presenti anche Slovenia, Malta, Cipro, Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Polonia, Slovacchia, Lituania e Lettonia. Un mercato da 500 milioni di consumatori. Eppure lingresso dei nuovi Stati significa anche allargamento di un mercato europeo che arriverà a toccare quota 500 milioni di consumatori proprio grazie alle new entry che apportano 75 milioni di persone in più ma con un Pil che é pari soltanto al 5% del totale Ue. Un dato importante che senza dubbio si impone anche allattenzione degli imprenditori italiani molti, per la verità, fanno già dei buoni affari con lEst europeo. Tutte le opportunità da considerare. Lapertura di un nuovo mercato di 75 milioni di persone offre, ovviamente, un nuovo tipo di clientela che gli esperti definiscono anche ricettiva. I dieci nuovi Paesi entrati nellUe sono, infatti, composti da una popolazione che ha un tenore di vita decisamente inferiore al nostro. Un esempio su tutti: il salario medio nella Repubblica Slovacca è di 328 euro. Ma non mancano alcuni rischi. In cima alle preoccupazione dellimprenditoria italiana cè la concorrenza con i colleghi dei dieci nuovi Stati membri soprattutto nei settori a più alta intensità di lavoro (abbigliamento, lavorazione del legno e mobilio, calzaturiero, lavorazione materie plastiche, lavorazioni meccaniche). Eppure in soli otto anni, dicono le statistiche, anche in questi Paesi il costo della manodopera è salito del 55%. Linformazione, una chiave per il successo. Se la pubblicità come recitano gli esperti, è lanima del commercio, la conoscenza è senza dubbio la chiave del successo. Anche il più bravo imprenditore non può essere competitivo su un nuovo mercato se non ne conosce le regole. Ecco dunque che la scommessa dellimprenditoria italiana che vuole guardare a Est è quella di conoscere nel dettaglio il terreno su cui si dovrà confrontare. Conoscere significa imparare quali sono le opportunità da cogliere in ogni singolo Paese e quali le insidie da evitare. Uno sguardo verso alcune prospettive. Gli esperti di economia consigliano che è giusto scommettere sui nuovi Paesi. Ma bisogna fare in fretta e cogliere la palla al balzo. I bassi costi di produzione e della manodopera verranno, infatti, colmati in non meno di 5-6 anni. Andrea Morleo |
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