A colloquio con ...
MACCHINE UTENSILI: L’EXPORT È L’ANCORA DI SALVEZZA

“Il 2004 si chiude con un segno positivo, grazie alla ripresa delle economie internazionali. Perdura invece la situazione di stagnazione del mercato domestico”.

Presidente, come si avvia a concludersi questo 2004 per il settore delle macchine utensili italiane?

Il 2004 conferma, nei preconsuntivi, la ripresa delle economie internazionali che hanno permesso ai nostri costruttori di chiudere l’anno con un segno positivo nonostante la perdurante stagnazione del mercato domestico. Se le esportazioni verso gli Stati Uniti e i paesi di area dollaro arretrano, penalizzate dallo sconveniente cambio con l’euro, rileviamo, però, come i nostri costruttori siano in grado di mantenere salda la posizione nei mercati tradizionali di sbocco e, al contempo, di cogliere le opportunità offerte dalle aree emergenti, mettendo a segno positive performance sui mercati più vicini, ma anche su quelli più lontani.

E il 2005 come si preannuncia?

Ma come è strutturato questo mercato in Italia? Da un’indagine compiuta tra i rivenditori di distribuzione industriale del Consorzio CDU emerge un quadro in cui, a fianco di pochissimi marchi di livello internazionale che si segnalano per innovatività e ampia gamma di soluzioni, vi è una fascia abbastanza ristretta di produttori nazionali di qualità, in grado di offrire un completo programma di proposte a un livello ottimale di qualità/prezzo. Sotto questa fascia si colloca infine un mercato estremamente frazionato che opera in ambito provinciale, con produzioni pressocchè standard, scarsa innovazione e bassa qualità di prodotto.

Sul fronte internazionale, come si stanno muovendo le nostre imprese?

Relativamente al contesto internazionale, le nostre imprese stanno oggi intraprendendo un cammino di crescita verso forme di alleanze e aggregazione che consentano loro di competere con maggior incisività e presenza sui mercati esteri. Ecco che allora diventa ancora più indispensabile poter contare su un sostegno forte, costante e concreto del sistema-paese, in grado di favorire l’internazionalizzazione e la presenza delle nostre imprese nelle aree geografiche più interessanti per l’offerta italiana.

Quali sono i progetti e le linee di indirizzo dell’Associazione per il futuro a favore delle imprese del settore?

Da sempre, l’associazione si propone di tutelare, con l’offerta di servizi costantemente aggiornati alle esigenze delle imprese, gli interessi della categoria promuovendo la crescita e la diffusione della cultura imprenditoriale del settore. Alle imprese associate, UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE rende, infatti, disponibile, anche attraverso la competenza delle società del gruppo, un sostegno specialistico per ciascuno degli ambiti in cui si articola l’attività aziendale. La piena operatività della struttura è, poi, garantita dall’UCIMU WEB, il portale della macchina utensile che rende costantemente e direttamente fruibili alle imprese associate tutti i servizi della associazione, ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette. Come rappresentante ufficiale e reale dell’industria italiana del settore, UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE dialoga costantemente con istituzioni e organi governativi facendosi portavoce delle istanze, delle esigenze e delle proposte della categoria. In particolare, in un momento come l’attuale, caratterizzato ancora da forte incertezza, abbiamo individuato tre ambiti sui quali concentrare le forze per sostenere il rilancio della competività del settore: l’internazionalizzazione, l’innovazione e gli investimenti.

“Internazionalizzazione, innovazione, investimenti: sono questi tre ambiti quelli verso cui indirizzare e concentrare le forze per rilanciare la competitività del settore”.

Una sorta di “regola aurea” delle tre “i”, dunque.

Se l’internazionalizzazione diviene, oggi, una misura sempre più indispensabile per mantenere il presidio dei mercati stranieri, vicini e lontani, e non perdere il passo della concorrenza straniera, è la continua innovazione di prodotto non disgiunta da un reale impegno al costante miglioramento dei servizi, il fattore che permette ai costruttori italiani di restare ai vertici delle classifiche mondiali. Occorre, dunque, che le autorità pubbliche pongano speciale attenzione all’attività di ricerca e sviluppo, il cui finanziamento è particolarmente oneroso per le nostre imprese, tipicamente medio-piccole. A tal proposito accogliamo positivamente la recente riduzione dell’IRAP a favore dell’attività di ricerca, misura che interpretiamo come un passo verso l’eliminazione di una imposta penalizzante per le imprese. Con disappunto, però, sottolineiamo la mancata adozione della liberalizzazione delle quote di ammortamento, una misura in grado di assicurare, da un lato, il rapido rinnovamento del parco macchine delle piccole e medie imprese, con conseguente miglioramento dei processi produttivi, e, dall’altro, lo sviluppo e l’espansione dell’industria costruttrice di mezzi di produzione. Alle tre I ne va aggiunta una quarta: quella dell’immagine. L’impresa, anche quella di piccole dimensioni, deve, infatti, sviluppare una crescente attenzione alla comunicazione orientata sia al pubblico interno sia a quello esterno all’azienda, per poter rafforzare la propria immagine. Nel 2005, l’associazione lavorerà al fine di sensibilizzare le imprese associate proprio su questo tema attraverso incontri e iniziative mirate.

“È la continua innovazione di prodotto non disgiunta da un costante miglioramento dei servizi il fattore che permette ai costruttori italiani di restare ai vertici delle classifiche mondiali”.

A proposito di investimenti e di strumenti finanziari, può darci qualche indicazione relativa al modello di rating varato da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE?

Il RATING MANAGEMENT SYSTEM UCIMU, sviluppato in collaborazione con lo Studio Ceccarelli PIMS & Associati, Studio Interprofessionale e PROBEST SERVICE S.p.A. è un modello di rating completamente innovativo poiché si basa su un sistema di valutazione aziendale che considera sia il rischio di business che il rischio finanziario dell’impresa. Obiettivo del modello di rating sviluppato da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE è duplice: preparare le imprese a rispondere alle nuove sfide lanciate dall’entrata in vigore dell’accordo di Basilea 2, favorendo la loro crescita culturale soprattutto in materia finanziaria, e offrire agli istituti di credito uno strumento utile a valutare correttamente il business delle imprese che operano nel settore dei sistemi per produrre. Basilea 2 viene percepita, per lo più, come una minaccia per le imprese costruttrici di macchine utensili, robot e automazione preoccupate del fatto che l’adozione delle nuove regole previste dall’accordo possa portare al razionamento e al rincaro del costo dei prestiti a carico delle PMI. Per questo motivo abbiamo pensato di realizzare un modello di rating che permetta all’imprenditore di acquisire maggiore consapevolezza in merito alla situazione della propria azienda e che, soprattutto, possa essere utilizzato come utile strumento di dialogo con gli istituti bancari. Con questo modello di rating non intendiamo fornire alle imprese un semplice strumento di autovalutazione come quelli finora disponibili sul mercato, ma un servizio completo in grado di creare valore non solo per l’azienda, introducendo competenze di analisi finanziaria, supportando il vertice nelle decisioni strategiche d’impresa e migliorando la qualità della relazione con le banche, ma anche per gli istituti finanziari, ottimizzando la qualità delle informazioni relative a un settore, quello dei sistemi per produrre, spesso poco conosciuto.

“Per superare la difficoltà a reperire risorse in grado di operare su macchine ad elevatissimo contenuto tecnologico UCIMU-Sistemi per produrre sostiene tutte le iniziative volte e favorire il rapporto tra mondo della scuola e industria, svolgendo anche attività di lobby verso le istituzioni”.

Un altro tema “caldo” è rappresentato dalla carenza di manodopera specializzata nel settore meccanico e, più in generale, dello scarso appeal che l’industria suscita nei confronti delle nuove generazioni. Quali sono le attività e le iniziative che avete in cantiere rivolte ai giovani che si avvicinano al mondo dei sistemi per produrre?

Quello della formazione è sicuramente un tema strategico per le imprese del settore perché proprio dai giovani dipende il mantenimento della leadership che l’industria italiana dei sistemi per produrre riveste nel panorama mondiale. I costruttori di macchine utensili, terzi al mondo per produzione e esportazioni, lamentano, ancora oggi, grande difficoltà nel reperire risorse in grado di operare su macchine a elevatissimo contenuto tecnologico e, più in generale, in un settore che fa dell’innovazione la carta per vincere la sfida con i concorrenti stranieri. Per questo motivo UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE prosegue nel sostenere e appoggiare tutte le iniziative volte a favorire il rapporto tra mondo della scuola e industria, svolgendo anche attività di lobby presso le istituzioni con l’obiettivo di indicare e stimolare l’attività di ricerca nell’ambito di maggior interesse per i costruttori. Inoltre, l’associazione organizza iniziative volte a favorire l’avvicinamento dei giovani al mondo dei sistemi per produrre: dai corsi di formazione realizzati con il supporto specialistico di PROBEST SERVICE, società del gruppo UCIMU, ai premi UCIMU, per gli elaborati di laurea in ingegneria, da FABBRICA APERTA, la giornata di apertura degli impianti produttivi alla visita degli studenti, a PIANETA GIOVANI, lo spazio espositivo ospitato da BI-MU, la manifestazione biennale del settore che si tiene a Milano.

IL PROFILO.

Nato a Acqui Terme, Alessandria, nel maggio 1960, Alberto Tacchella entra, nel 1982, nell’impresa di famiglia, la TACCHELLA MACCHINE S.p.A, come assistente del direttore commerciale. In TACCHELLA MACCHINE ricopre, dal 1990, la carica di direttore commerciale; dal 1990 al 1995 ne è amministratore delegato. Nel 1996 ne diventa presidente.
Fondata nel 1921, TACCHELLA MACCHINE ha sede a Cassine, Alessandria. Specializzata nella produzione di rettificatrici per esterni in tondo, universali e da produzione, la società ha nell’automotive, nella sub-fornitura e nell’aeronautica i principali settori di sbocco della produzione. Con un fatturato di circa 30 milioni di euro, la TACCHELLA MACCHINE destina circa il 55% della produzione alle esportazioni e occupa 220 addetti.
Nel 1990, Alberto Tacchella viene eletto membro del consiglio direttivo di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, carica che ricopre fino al 1998. Dal 2000 al 2004, è vicepresidente dell’associazione e nel giugno 2004 ne è eletto presidente. Dal 2003 è delegato italiano del CELIMO, il Comitato Europeo di Cooperazione tra Industrie della Macchina Utensile, dove, ricopre la carica di chairman del Comitato Economico.
Alberto Tacchella ha, parallelamente, partecipato alle attività di società che fanno capo al Gruppo UCIMU. Dal 1988 al 1992 è consigliere di amministrazione dell’IM3T. Dal 1998 al 2000 membro del consiglio di amministrazione di Probest Service, società specializzata nella fornitura di servizi finanziari, di consulenza e formazione, di engineering, di approvvigionamento. Dal 2000 consigliere di amministrazione di CEU S.p.A., società specializzata nell’organizzazione di manifestazioni espositive di settore. Dal 1998 consigliere di amministrazione di CIMU, società finanziaria costituita da 13 imprese italiane di macchine utensili. Dal 2000 membro del consiglio di STANIMUC, l’associazione che ha il compito di organizzare e sostenere l’attività tecnica di normazione e unificazione in Italia, nel settore dei beni strumentali per la produzione manifatturiera.

Consorzio Distributori Utensili
Caponago (Milano) - tel. 02 95 74 6 081

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