ABRASIVI FLESSIBILI O RIGIDI,
IL MATERIALE FA LA DIFFERENZA

Un viaggio alla scoperta delle caratteristiche che distinguono fra loro i numerosi prodotti che si richiamano a questo settore, che si segnala per l’elevata offerta.

TECNICHE PER OGNI ESIGENZA E TIPOLOGIA DI IMPIEGO.

Tagliano, lucidano, levigano, smerigliano. E, così come molteplici sono gli impieghi professionali a cui sono dedicati, ugualmente numerose sono le forme con cui si trovano in commercio.
Sono gli abrasivi, uno dei prodotti più tecnici che viene impiegato nell’industria. L’associazione nazionale che ne raggruppa i principali produttori, la Federceramica, li suddivide in quattro categorie.
Gli abrasivi tradizionali (bonded) a legante vetrificato o organico, sono quelli ad aver subito la maggior trasformazione, con una prevalenza netta oggi per i modelli organici. La seconda categoria è rappresentata dalle mole resinoidi sottili (twin wheels), cresciute in modo significativo negli ultimi anni grazie anche alle loro caratteristiche di resa e precisione nel lavoro.
Vengono quindi gli abrasivi flessibili (coated), il segmento che ha conosciuto il processo di maggior sviluppo. E, da ultimo, vi sono i superabrasivi o diamantati.
Una gamma davvero vasta, che corrisponde - come già accennato - alla molteplicità delle funzioni per le quali è richiesto un loro utilizzo nel mondo industriale, oltre che alll’evoluzione dei processi tecnologici e produttivi e alla comparsa di nuovi prodoti con caratteristiche diverse.
Per conoscerne ed approfondirne le principali caratteristiche, è tuttavia opportuno rifarsi alla distinzione tradizionalmente utilizzata: quella tra abrasivi flessibili e rigidi.

GLI ABRASIVI FLESSIBILI.

Gli abrasivi flessibili sono utensili costituiti da uno strato di granuli abrasivi applicato, tramite adesivo, ad un supporto più o meno flessibile.

Il supporto.
Il primo elemento che caratterizza gli abrasivi flessibili è dunque rappresentato dal supporto utilizzato: carta, tela o fibra.
Nel caso della carta, la distinzione è compiuta in base al peso (grammo/metro quadro):
• A=70 g/mq e B=90÷110 g/mq: leggere e flessibili, queste carte sono utilizzate prevalentemente in operazioni di finitura manuale a secco e ad umido
• C=110÷135 g/mq: impiegate per levigature manuali, a secco e ad umido, e su levigatrici roto-orbitali
• D=135÷160 g/mq: impiegate su levigatrici portatili di media potenza e per nastri stretto su macchine fisse
• E=185÷225 g/mq ed F=250÷300g/mq: le più pesanti e meno flessibili, adatte per avere resistenza meccanica.
La tela offre una maggior durata rispetto alle carte, maggiore resistenza agli strappi ed è adatta a sopportare flessioni ripetute. Può essere naturale, come nel caso del cotone (Tessuto X, J, F), impiegato prevalentemente per lavorazioni a secco; oppure sintetica, come il poliestere (Tessuto H, T), adatto a lavorazioni in umido.
La combinazione fra vari strati di cellulosa di cotone, intimamente legati fra loro grazie a un particolare processo di vulcanizzazione, determina la creazione di una fibra speciale, molto compatta e rigida, che viene utilizzata esclusivamente sotto forma di dischi per macchine smerigliatrici portatili. L’accoppiamento, invece, fra carta pesante e tela leggera è utilizzato quando si richiede elevata resistenza agli strappi e alle rotture: i dischi così realizzati sono ideali su acciai pregiati, zinco, ghisa, metalli non ferrosi, legno, titanio e sue leghe, argento, alluminio e sue leghe e resine.

L’abrasivo.
I minerali utilizzati nella produzione degli abrasivi flessibili sono scelti in base alla loro durezza, tenacità e resistenza al calore, oltre che alla forma dei grani e alle loro caratteristiche di frattura. In funzione del tipo di materiale che occorre lavorare, dunque, viene compiuta la scelta più idonea. I principali sono:
• carburo di silicio: il più tagliente dei minerali utilizzati, quindi ideale per la finitura dei materiali non ferrosi o quando occorre procedere ad importati asportazioni di materiale
• ossido di alluminio (corindone): ottenuto per via artificiale in forni elettrici, associa buona durezza ed elevata tenacità e consente una veloce penetrazione; è impiegato per la levigatura di materiali ad alta resistenza alla trazione (acciai al carbonio, bronzo e legni duri) e per dischi da lucidatura o smerigliatura
• ossido di zirconio: caratterizzato dalla capacità di autoravvivarsi durante la lavorazione, è indicato nella sbavatura e nella calibratura
• smeriglio: composto naturale di ossido di alluminio e ferro, è impiegato per la lucidatura dei metalli
• quarzo: utile nelle lavorazioni di finitura del legno, ha scarsa durezza e resiste nza, tendendo a fratturarsi
• ossido di ferro: naturale o sintetico, è ideale per la pulizia e la lucidatura di superfici danneggiate o corrose, dove si richiede una bassissima asportazione
• sughero: ha una funzione esclusivamente levigatrice.

I leganti e gli additivi.
Supporto e abrasivo sono tenuti fra loro da leganti (colla naturale o resina sintetica). Mentre i prodotti colla-colla sono usati per applicazioni manuali leggere, i prodotti resina-resina o doppia resina hanno elevata resistenza e possono essere impiegati ovunque, soprattutto dove si richiede elevata resistenza meccanica e al calore. In combinazione con gli adesivi, possono essere aggiunti additivi che conferiscono al prodotto particolari caratteristiche: maggior flessibilità, capacità di non surriscaldare il pezzo in lavorazione o di non intasarsi con il materiale asportato.

I prodotti.
Gli abrasivi flessibili escono dal ciclo di produzione sotto forma di rotoli, che vengono poi trasformati. Mentre la fibra è utilizzata solo sotto forma di dischi, la tela e la carta può essere trasformata in dischi, rotoli, nastri, foglietti, bandelle, ruote e dischi.
I dischi abrasivi in carta sono ideali per le lavorazioni su legno, vernici e smalti, olre che per puliture e sgrassature a secco. L’elevata asportazione di materiale, un alto rendimento, una costante capacità di taglio, la silenziosità e l’assenza di vibrazioni, oltre che il taglio freddo che non deforma il pezzo lavorato, fa invece dei dischi abrasivi lamellari la scelta più idonea per la smerigliatura, la finitura, la pulitura di acciai, metalli non ferrosi e loro leghe.
I dischi abrasivi su tela sono impiegati per le loro caratteristiche di tenacia e resistenza per la smerigliatura e la finitura di acciai, metalli non ferrosi e loro leghe, oltre che su metalli ad asportazione molto difficile e superficie molto dura. I dischi abrasivi semirigidi, infine, sono ideali per sgrossare ampie superfici ed incrostazioni e sono impiegati su macchine portatili.

GLI ABRASIVI RIGIDI.

Piuttosto articolata e differenziata al proprio interno è anche la tipologia degli abrasivi rigidi, prodotti con diversi tipi di materiale: dall’acciaio (dolce, legato e non legato, temperato, al cromo) all’acciaio inox, dalla ghisa al carburo di tungsteno, dall’alluminio all’ottone, dalla ceramica alla gomma e alla plastica.

Le mole abrasive.
Una prima macro-famiglia è costituita dalle mole abrasive: composte da granuli abrasivi cementati fra loro da un agglomerante o legante che conferisce compattezza e rigidità, sono caratterizzate dal fatto che, nel loro impiego, ogni granulo agisce come un utensile abrasivo elementare. Ogni mola è dunque un utensile multiplo.
A distinguere fra loro le mole abrasive, sono innanzitutto le tipologie di agglomerante. E in particolare:
• le mole abrasive vetrificate agglomerante ceramico: ideali per lavorazioni di smerigliatura, affilatura e rettifica, garantiscono risultati ottimali e sono particolarmente resistenti
• le mole abrasive magnesiache: hanno azione abrasiva leggera, operano a bassa velocità e sono impiegate per affilatura e levigatura
• le mole abrasive alla gomma: adatte a lavori dove si richiede elevata elasticità, sono impiegate per operazioni di finitura e pulitura
• le mole abrasive resinoidi: si dividono in mole per sbavare, mole da taglio e troncatori piani; possono essere anche rinforzate con fibra di vetro, così da poter avere maggiore resistenza meccanica e garantire velocità di asportazioni elevate e lunga durata.

Mole a centro depresso e dischi diamantati.
Molteplici le forme che le mole possono avere: fra le più diffuse ed utilzzate vi sono le mole a centro depresso, realizzate con particolari miscele di minerali (prevalentemente ottenuti dalla fusione di ossido di alluminio o di carburo di silicio). Impiegate in carpenteria ed edilizia soprattutto, vengono scelte in base alla dimensione e allo spessore del disco in funzione del tipo di taglio da realizzare: mentre per levigatura e sbavatura sono utilizzati spessori più grossi, per la troncatura servono spessori sottili.
I dischi diamantati sono invece abrasivi in metallo con bordo rinforzato in acciaio. La loro caratteristica principale è la presenza di elementi di diamante sintetico fissati sulla corona di acciaio, che assicurano un taglio preciso ed uniforme anche sulle superfici e i materiali più difficili, nelle labvorazioni a secco e nei tagli in umido.

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