| IMPRESE IN CONSORZIO PER REAGIRE ALLA
CRISI
I consorzi export rappresentano lo strumento ideale per aggredire i mercati internazionali e migliorare le potenzialità delle piccole imprese del nostro Paese. Le indicazioni del convegno Federexport di Olbia.
In unEuropa che si appresta a mettere a segno un lieve rafforzamento
della propria congiuntura economica, lItalia resta ancora il Paese
che cresce meno, che non ha saputo adeguare le proprie infrastrutture
e liberalizzare i servizi in base alle necessità di una competizione
globale. LITALIA PERDE TERRENO SUI MERCATI MONDIALI. Il Rapporto ICE 2004-2005 mostra che nel 2004 la quota di mercato del nostro Paese sul commercio mondiale si è ulteriormente ridotta passando dal 3,3% del 2003 al 3,1% dellanno scorso in quantità (nel 1995 era del 4,6%) a fronte di una crescita del commercio mondiale del 4%, uno dei tassi più alti degli ultimi 20 anni. Da dieci anni a questa parte, lItalia perde terreno, anche nei confronti degli altri Paesi sviluppati, in un commercio internazionale che ha visto gli scambi aumentare di quasi il 10% in volume e del 20% in valore. Cresce lAsia, che si conferma il principale motore delleconomia mondiale, con una crescita delle importazioni pari al 50% del totale (Cina ed India hanno contribuito per il 24%), cresce lAfrica che ha visto un tasso di sviluppo in linea con il resto del mondo.
SEGNALI INCORAGGIANTI NEL 2005. Ci sono anche segnali positivi. Dopo due anni di flessioni le esportazioni
dellItalia nel 2004 sono aumentate dell1,7% in quantità
e del 6,1% in valore. Inoltre, in valore la quota italiana sul mercato
mondiale è rimasta stabile, al 4%, in ripresa rispetto agli anni
90. LA METAMORFOSI DELLE PICCOLE IMPRESE. Come noto la struttura produttiva italiana è caratterizzata
da una presenza diffusa di piccole e medie imprese che, pur rappresentando
il cavallo di battaglia della nostra economia, stanno attraversando
un periodo di profonda metamorfosi.
I CONSORZI EXPORT STRUMENTO DA RIVITALIZZARE. I consorzi export consentono alle piccole imprese di poter soddisfare le regole sopra citate: mantenere la propria identità individuale diversificando la presenza sui mercati e ricercare le fonti ed i finanziamenti più idonei per sostenere le attività promozionali. Lo slogan degli anni 70 piccolo è bello, non deve essere dunque abbandonato ma rivitalizzato. Lindagine Federexport recentemente presentata ad Olbia nel corso del secondo forum dei consorzi per lexport, rileva chiaramente come il consorzio rappresenti uno degli strumenti più adeguati per reagire alla crisi e manifestare la volontà del cambiamento. È necessario però un cambiamento verso forme di cooperazione. FAVORIRE LE AGGREGAZIONI. I consorzi, grazie alle sinergie e alla riduzione dei costi, possono aiutare le piccole e medie imprese ad affrontare anche i tre fattori di crisi che incombono sul commercio mondiale: il prezzo del petrolio che mantiene livelli elevati e che costituisce una minaccia per i Paesi che vi dipendono; la fragilità del sistema bancario cinese che potrebbe generare effetti speculativi e i possibili squilibri finanziari degli Stati Uniti con le eventuali ricadute sul sistema economico globale. Occorre dunque favorire forme di aggregazione e cooperazione tra le imprese che aiutino a superare i limiti dimensionali delle imprese nellaccesso ai mercati esteri, stimolando nel contempo lo sviluppo di adeguate strategie di marchio e di forme evolute di internazionalizzazione produttiva. Al contrario la richiesta e lottenimento di modalità protezionistiche non risolverebbe i problemi generati dallintegrazione dei mercati, ma anzi potrebbe aggravarli, rinviando le necessarie riforme. Paolo Preti |

Consorzio Distributori Utensili
Caponago (Milano) - tel. 02 95 74 6 081
Webmaster Bianchi Errepi Associati all right reserved