| INNOVAZIONE: TALLONE DACHILLE DELLE
PMI ITALIANE
Scarsi gli investimenti in ICT, dove lItalia
è nelle posizioni di retrovia a livello europeo.

Le PMI italiane investono poco in innovazione: solo una su tre (il
31%) è infatti impegnata nellinnovazione di prodotto o
processo. Un risultato, quello evidenziato da Trendchart, inferiore
alla media dellEuropa dei 15 (32,1%) e, soprattutto, estremamente
inferiore alle performance dei Paesi che guidano questa particolare
classifica: la Svizzera (54,8% di PMI attive nellinnovazione),
lIslanda (46, 5%) e la Germania (46,2%).
Particolari anche i dati che emergono dallanalisi della percentuale
del fatturato investito in innovazione dalle aziende di tutte le dimensioni:
lItalia è fanalino di coda con l1,95%, mentre al
primo posto cè la Slovacchia (8%), che distanzia di gran
lunga Svizzera (3,48%) e Germania (2,17%).
Il quadro complessivo, purtroppo, non migliora analizzando altri elementi.
Per quanto riguarda ad esempio gli investimenti in soluzioni di Information
and Communication Technology, solo 1 piccola impresa su 10 è
attiva su questo fronte, come rivela il rapporto 2004 dellOsservatorio
sullutilizzo strategico delle Ict nelle Pmi, promosso dalla School
of Management del Politecnico di Milano.
Il rapporto definisce queste Pmi lungimiranti, mentre classifica
il restante 89% di imprese come in possesso di una media o medio-bassa
maturità Ict. Fra queste, la maggior parte è in possesso
di una buona maturità infrastrutturale e una limitata maturità
applicativa (34% del campione), mentre il 27% è miope
o statica, vale a dire con architetture obsolete e applicazioni
pensate in una prospettiva di breve termine. Un ultimo 27%, infine,
considera le risorse Ict infrastrutturali e applicative poco significative.
A conferma di questa analisi, uno studio dellIstituto di organizzazione
e sistemi informativi della Bocconi (Iosi) in collaborazione con Sap,
colloca lItalia al di sotto della media UE in investimenti IT:
un ritardo ancor più evidente se si considerano solo le piccole
e medie imprese. Queste ultime prediligono investimenti in infrastrutture
ma trascurano gli investimenti complementari di natura organizzativa.

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