NUOVE MISURE DALL’UNIONE EUROPEA, UN FUTURO SENZA FILI, IMPRESE E INTERNET...
1) PER LE PMI NUOVE MISURE DALL’UNIONE EUROPEA
Il Parlamento europeo con il “Programma Cip” per la competitività e l’innovazione mette a disposizione dal 2007 più di 3 miliardi di euro, molti dei quali destinati alle PMI.
In arrivo dall’Unione Europea una serie di nuove iniziative a sostegno delle PMI. Sono infatti numerose le azioni previste e i fondi messi a disposizione delle piccole e medie imprese nell’ambito del programma quadro per la competitività e innovazione (Cip), recentemente varato per i prossimi sette anni con l’approvazione delle Prospettive Finanziarie 2007-2013.
Si tratta in pratica di oltre tre miliardi di Euro destinati alla promozione della produttività, della capacità d’innovazione e della crescita sostenibile europea. Il programma Cip è strutturato in tre pilastri: Imprenditorialità e innovazione, Sostegno della politica delle tecnologie dell’informazione, Energia intelligente per l’Europa.
Tra le iniziative a favore delle PMI ci sarà anche uno strumento di capitale di rischio per le imprese innovative a forte crescita e uno di cartolarizzazione del portafoglio crediti delle banche, che aumenta la capacità delle piccole banche o delle banche regionali di concedere prestiti a favore delle PMI.
Il programma “Innovazione e l’imprenditorialità” prevede azioni per sostenere e promuovere l’accesso al credito per l’avviamento e la crescita delle PMI, ma anche per l’investimento in progetti d’innovazione e la creazione di un ambiente favorevole alla cooperazione, soprattutto transfrontaliera, tra le imprese. Oltre a ogni tipo d’innovazione e eco-innovazione, il programma tende a migliorare la cultura dell’imprenditorialità e le riforme economiche e amministrative a favore delle imprese.
Il programma “Sostegno alla politica in materia di TIc”, in particolare, prevede misure per sviluppare lo spazio unico europeo dell’informazione e rafforzare il mercato interno dei prodotti e servizi basati sulle telecomunicazioni, incoraggiando una più ampia adozione delle TIc e maggiori investimenti in queste tecnologie.
Infine, il programma “Energia intelligente per l’Europa” contribuisce a un’energia sicura e sostenibile per l’Europa, incoraggiando l’efficienza e l’uso razionale delle risorse energetiche, promuovendo fonti d’energia nuove e rinnovabili, soprattutto nei trasporti, e sostenendo la diversificazione energetica.
2) UN FUTURO SENZA FILI
Secondo rapporto sul wireless in Italia: molte le opportunità previste per le aziende che compiono il salto.
Le tecnologie senza fili avranno presto un ruolo di primo piano nel nostro Paese, con grandi benefici per le imprese di tutte le dimensioni. Occorre però che le tecnologie wireless siano promosse in primo luogo dai responsabili dei sistemi informativi delle aziende pubbliche e private, che invece sembrano al momento poco inclini alla loro adozione.
È questo il quadro che emerge dal secondo rapporto sul mobile e wireless business in Italia promosso da Aitech-Assinform, Asstel e dalla School of management del Politecnico di Milano.
Molti i vantaggi per chi passerà al wireless: per gli utenti, che possono innovare processi e modelli organizzativi e per l’offerta, che trova nel Paese terreno fertile per lo sviluppo di nuove soluzioni. Terreno che non è appannaggio solo delle grandi multinazionali ma vede in prima fila anche imprese locali nate su idee innovative. Il rapporto sottolinea come nella fase attuale sia possibile tradurre in vantaggi concreti e monetizzabili i benefici prodotti dall’impiego di infrastrutture e applicazioni senza fili a supporto della mobilità operativa, innescando un circolo virtuoso per l’intera azienda.
3) IMPRESE E INTERNET, SOLO LA METÀ HA UN SITO WEB
Un’indagine Istat fotografa il rapporto tra aziende italiane e Rete, evidenziando l’esistenza ancora di una serie di perplessità.
Sono nove aziende su dieci ad usare quotidianamente Internet tra i propri strumenti di lavoro. Ma l’uso del web si limita ancora per molti ai servizi basilari, dalla semplice navigazione all’uso della posta elettronica. E solo il 54% possiede un proprio sito Internet.
È quanto risulta dall’ultimo rapporto annuale dell’Istat che rileva le abitudini d’uso della Rete da parte delle imprese nazionali. Dall’indagine emerge infatti come, a fronte di una crescente consapevolezza dello strumento Internet in quanto fonte di informazioni ed efficace canale di comunicazione, restino ancora non poche le perplessità legate all’utilizzo del web quale effettivo strumento commerciale.
I dubbi degli imprenditori italiani si riferiscono anche alla semplice attività promozionale, ma vengono soprattutto condivisi in merito all’uso del web quale vero e proprio canale di vendita. Il motivo alla base di tale scetticismo è, sempre secondo l’Istat, il crescere dei timori relativi ai problemi legati alla sicurezza dei dati e delle transazioni. |