Focus credito
MAC FINANZIA LA CRESCITA DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE.
Il Mercato Alternativo di Capitale è un sistema di scambi organizzati di azioni, riservato agli investitori professionali, fondato su semplicità d’accesso e forte collegamento con le banche di riferimento del territorio in cui operano le imprese.

IL MAC, UNA BORSA PER LE PMI
È appena nata una nuova opportunità per le PMI che vogliono accedere al capitale di rischio per finanziare i loro progetti di sviluppo: il suo nome è MAC, acronimo di Mercato Alternativo di Capitale, e ha tutte le carte in regola per riscuotere un grande successo tra le piccole imprese.
Il suo fondamentale vantaggio sta nella sua limitata invasività, ovvero nel permettere all’imprenditore di salvaguardare la propria autonomia decisionale, senza avere ingerenze nella gestione aziendale. Fino ad oggi, la via più battuta dalle imprese che intendevano raccogliere capitali è stata quella dell’accesso a un fondo di Private Equity: uno strumento, però, di non facile utilizzo, proprio perché comporta nella maggior parte dei casi, l’inserimento di manager esterni nel board dell’azienda, oltre a richiedere l’accettazione di clausole limitative all’autonomia dell’imprenditore. Rispetto al Private Equity, che presuppone l’acquisizione di quote significative di capitale, il MAC consente all’impresa di mettere sul mercato quote anche minoritarie.
Il fondamentale vantaggio del MAC sta nella sua limitata invasività: esso permette infatti all’imprenditore di salvaguardare la propria autonomia, senza ingerenze nella gestione. |
UNA VETRINA PER LE IMPRESE IN CERCA DI CAPITALE
Il Mercato Alternativo di Capitale si propone quindi come un mercato tagliato su misura per le esigenze delle imprese di piccole dimensioni, le cui caratteristiche peculiari sono la semplicità di accesso e il forte collegamento con le banche del territorio in cui operano le imprese. Ad investire sul MAC saranno solo gli investitori professionali, i più adatti per valorizzare i progetti a medio-lungo termine dell’azienda, mentre per chi intende accedervi sono necessari pochi requisiti, ovvero la costituzione in forma di società per azioni, con garanzia della libera trasferibilità dei titoli, e la certificazione dell’ultimo bilancio da parte di una società di revisione iscritta all’albo Consob.
Il MAC è dunque, di fatto, un Sistema di Scambio Organizzato di azioni (SSO), che facilita l’incontro tra la domanda e l’offerta del capitale di rischio, consentendo alle imprese di condividere la propria crescita e il rischio imprenditoriale con un numero selezionato e limitato di investitori.
Agli investitori, in cambio, sono assicurate informazioni certificate sulle aziende da finanziare, anche grazie alla possibilità di determinare un valore di riferimento oggettivo dell’impresa. Con il MAC, anche le piccole imprese hanno la possibilità di estendere il network dei loro contatti con banche, investitori e altre imprese.
DALL’ESPERIENZA INGLESE AL CONTESTO ITALIANO
Il MAC sarà operativo a partire dalla seconda metà del 2007, ed è forte di un’esperienza molto simile, che ha avuto grande successo in Inghilterra: quella dell’AIM, l’Alternative Investment Market di Londra, dove oggi sono quotate più di 1.600 società. Anche l’AIM è un Sistema di Scambi Organizzati specificamente rivolto alle PMI e con un accesso semplificato. L’idea del MAC è nata proprio dalla constatazione del successo avuto da questo strumento nel rafforzare il tessuto produttivo inglese e favorire l’innovazione attraverso il rafforzamento patrimoniale delle PMI. L’appoggio alle piccole imprese acquista ancora più significato nel contesto italiano, dove da sempre rappresentano il motore dell’economia nazionale; nel momento storico attuale, poi, anche le aziende di minori dimensioni si trovano al centro di uno scenario in forte evoluzione, che richiede strategie finanziarie sempre più complesse. Sono queste le principali ragioni che hanno spinto alcune tra le principali banche italiane, Borsa Italiana, numerose associazioni degli imprenditori e istituzioni impegnate nella promozione e nel supporto allo sviluppo delle imprese, a sostenere il MAC.
La strada per accedere al MAC è semplice, rapida e relativamente poco costosa, se comparata a quella per accedere a un fondo di Private Equity o alla quotazione su un mercato di Borsa regolamentato. Il tempo stimato per completare la procedura di ammissione alla negoziazione è infatti di circa sei settimane, mentre i costi per andare sul mercato sono intorno ai cinquantamila euro. |
MAC, ISTRUZIONI PER L’USO
La strada per accedere al MAC, una volta verificati i requisiti relativi alla forma societaria e alla certificazione dell’ultimo bilancio, è semplice, rapida e relativamente poco costosa, se comparata ai costi richiesti dall’accesso a un fondo di Private Equity o alla quotazione su un mercato di Borsa regolamentato. Il tempo stimato per completare la procedura di ammissione alla negoziazione è infatti di circa sei settimane, mentre i costi per andare sul mercato sono intorno ai cinquantamila euro, al netto delle commissioni di collocamento del capitale.
Il primo passo per essere ammessi al MAC è il contatto con il cosiddetto sponsor, ovvero una banca che opera nel territorio di riferimento dell’impresa e che la assiste per tutta la durata del processo di ammissione, supportandola nella comprensione del funzionamento del Mercato e delle sue regole e nella redazione dei documenti necessari. Lo sponsor resterà al fianco dell’impresa anche dopo l’ammissione, per supportarla per almeno tre anni nelle comunicazioni al mercato.
È lo stesso sponsor a compiere il secondo passo della procedura di ammissione, ovvero la presentazione dell’impresa a uno specialista che organizza il collocamento del capitale. Lo specialista è un intermediario finanziario che, di comune accordo con l’impresa e lo sponsor, valuta l’operazione e effettua una stima del prezzo di collocamento delle azioni; quindi individua gli investitori professionali attivi sul territorio e nel settore economico dell’impresa da coinvolgere nell’operazione e comunica loro la strategia di sviluppo e il piano dell’impresa. La richiesta del supporto di sponsor e specialista avviene attraverso la compilazione da parte dell’impresa di un semplice modulo, disponibile sul sito web del MAC (www.mercatoalternativodelcapitale.it)
Quanto costa accedere al MAC?
Il costo per essere ammessi al mercato è di circa cinquantamila euro, un valore relativamente contenuto che si spiega con i minori costi per la produzione della documentazione informativa.
Il costo di circa € 50.000 è così ripartito:
€ 5.000/anno commissione d’iscrizione al MAC
€ 10.000/anno commissione per lo Sponsor
€ 15.000/anno commissione per lo Specialista
€ 20.000 per la certificazione del bilancio da parte di una società di revisione iscritta all’Albo Consob
Ad essi si deve aggiungere la commissione di collocamento del capitale pari circa al 5% dell’ammontare complessivo dell’offerta. |
DALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA ALL’ AMMISSIONE AL MERCATO: LE ULTIME TAPPE DEL PROCESSO
La terza tappa è la presentazione della domanda di ammissione al mercato da parte dell’impresa, e può avvenire sempre online, attraverso la compilazione sul sito del MAC della domanda di ammissione e della scheda informativa.
Alla domanda di ammissione vanno allegati l’ultimo bilancio d’esercizio certificato, la relazione di certificazione rilasciata da una società di revisione iscritta alla Consob e la documentazione sul management. La scheda informativa contiene, invece, le informazioni sintetiche sull’impresa, l’attività, i risultati e il suo management; deve essere regolarmente aggiornata dall’impresa e viene pubblicata su Internet.
Una volta compilati, con il supporto dello sponsor, i documenti vengono trasmessi a Borsa Italiana.
Il penultimo passaggio coincide con la verifica della documentazione da parte di Borsa Italiana e la delibera dell’ammissione alla negoziazione per l’impresa, che avviene entro dieci giorni lavorativi dalla consegna della domanda di ammissione completa e corretta.
La procedura si conclude con il collocamento privato dell’impresa, che avviene con l’aiuto dello specialista.
Lo specialista individua infatti, d’intesa con l’imprenditore, gli investitori da invitare al collocamento privato, organizza la presentazione, stima il prezzo di collocamento e assegna infine il capitale agli investitori, previo consenso dell’imprenditore. Da quel momento, l’impresa è ufficialmente sul MAC, e le sue azioni diventano oggetto di libero scambio tra gli investitori.
VIVERE SUL MAC: TUTTO QUANTO È RICHIESTO ALL’IMPRESA
Per restare sul Mercato Alternativo di Capitale, sono richiesti alle aziende alcuni adempimenti informativi.
Da subito è necessaria la pubblicazione online del bilancio certificato e della relazione semestrale. La scheda informativa, contenente le informazioni sintetiche sull’azienda e i suoi risultati, va invece aggiornata almeno annualmente. Mercato e investitori devono poi essere informati sulle strategie dell’impresa, e in particolare periodicamente, in occasione delle assemblee, e per eventi rilevanti quali, tra gli altri, dimissioni e nomine di organi sociali, acquisizioni, operazioni di fusione o scissione, operazioni sul capitale, ingresso o ritiro da business significativi, emissione di obbligazioni.
Chi gestisce il MAC
Il Mercato Alternativo di Capitale è gestito da Borsa Italiana e promosso da PRO Mac, società costituita il 23 dicembre 2006 e composta da banche, SIM e istituzioni nazionali.
Cosa fa Borsa Italiana:
organizza e gestisce il mercato
ammette le imprese alla negoziazione
vigila sul corretto e regolare svolgimento delle operazioni
Il ruolo di PROMAC:
promuove lo sviluppo e la conoscenza del MAC presso imprese e investitori
gestisce il sito internet del MAC e organizza eventi per la promozione del Mercato
fornisce supporto agli operatori del Mercato
raccomanda l’osservanza dei Principi Guida dell’Investitore e ne promuove la diffusione
I membri di PROMAC:
ABI, AIDAF, Assonime, Assosim, Banca Akros/BPM, Banca Antonveneta, Banca Finnat, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Popolare di Verona e Novara, Borsa Italiana, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Vicenza, Capitalia, Centrobanca (BPU), Banca Carige, Centrosim, Confindustria, Credem (Euromobiliare SIM), Banca CR Firenze, InfoCamere, IPI, Gruppo MPS, Sanpaolo IMI/Banca Intesa, Sella Holding Banca, Unicredit. |
|