Speciale strumenti di taglio
IL MERCATO EUROPEO CHIUDE UN 2007 DA RECORD.

I produttori di utensili da taglio vedono i propri fatturati crescere in media del 15%. E, in base all’ordinato, anche il 2008 sarà un anno positivo. La sensibilità ecologica e la volontà di contenere i costi di produzione spingono le lavorazioni a secco o con lubrificazione minimale. Evolvono le geometrie di taglio.


UN 2007 DA RICORDARE.

Difficile ricordare un altro anno chiusosi così positivamente per i costruttori di utensili come il 2007.
La crescita ha interessato un po’ tutti i segmenti di questo settore, ormai appannaggio dei grandi marchi europei. E l’Italia ha certamente contribuito a promuovere e sostenere questo trend di sviluppo.
Lo testimoniano i dati rilevati dalle principali associazioni di categoria, che testimoniano un incremento di fatturato del 15% complessivo e, soprattutto, un aumento dell’ordinato pari al 20-25% rispetto al 2006. Un dato, quest’ultimo, che fa ben sperare anche in previsione futura: il 2008, dunque, sembra poter confermare questo trend positivo, che ha interessato per altro lo stesso settore dei costruttori delle macchine utensili. A beneficiarne sono stati sia i grandi marchi europei, con filiali e sedi nel nostro Paese, sia i produttori italiani di utensili, che rappresentano una realtà significativa nel quadro mondiale.
A trainare le vendite di questi materiali di consumo è stato soprattutto l’andamento positivo dell’industria manifatturiera in tutto il globo, ad eccezione forse soltanto del Giappone per il mercato interno.

L’EVOLUZIONE DEGLI UTENSILI DA TAGLIO.

In questo quadro, si segnalano i risultati nettamente in crescita degli utensili da taglio. Risultati che si accompagnano ad un percorso di costante evoluzione degli stessi, in funzione sia dei materiali sempre più sofisticati da lavorare, sia dell’esigenza di un contenimento dei costi di produzione, sia infine del diffondersi di una sensibilità sempre maggiore verso tematiche come quelle ambientali.
È proprio dall’analisi di questo “mix” di richieste, provenienti direttamente dal mercato degli utilizzatori, che le principali case produttrici di utensili hanno preso spunto per sviluppare un’attività di ricerca tesa a proporre soluzioni sempre più performanti e in grado di rispondere alle attese dell’industria manifatturiera. Un’attività di ricerca e sviluppo che ha interessato tutti i principali aspetti dell’utensile (geometrie di taglio, materiali, rivestimenti, etc), sempre con un occhio particolare al rapporto qualità/prezzo.
Molte, dunque, le novità che si sono registrate un po’ in tutti gli ambiti di lavorazione. La panoramica che offriamo approfondirà soprattutto quelle che hanno toccato da vicino i segmenti dei maschi, delle frese e delle punte, che costituiscono in assoluto la fetta certamente più importante del mercato degli utensili da taglio.

LE NOVITÀ NELLA MASCHIATURA.

Il 2007 ha visto innanzitutto diffondersi sempre maggiormente la tecnica di fresatura di filetti per interpolazione circolare. Alla base di questo fenomeno sta la necessità di abbassare il costo di filettatura rispetto a quello ottenibile con il sistema tradizionale di maschiatura.
Gli utensili utilizzati per questo tipo di lavorazione sono realizzati in metallo duro integrale e, nel caso vengano impiegati per la lavorazione di alluminio con lega di silicio, possono anche presentare un riporto di diamante policristallino,
In questo modo, non solo è possibile effettuare lavorazioni più veloci, ma anche compiere con lo stesso utensile lavorazioni combinate di foratura, svasatura e fresatura di filetto per interpolazione circolare.
Un’altra tendenza emergente è rappresentata dalla diffusione della tecnica di filettatura per deformazione con maschio a rullare, in alternativa a quella per asportazione di truciolo. Si tratta di una realtà significativa, che ha comportato un’importante evoluzione dell’utensile, con l’introduzione di geometrie particolari che consentono la lavorazione di moltissimi materiali.
Il vantaggio è rappresentato dal fatto che tale lavorazione non produce trucioli, la cui formazione è tra le cause più ricorrenti nella rottura di un utensile. All’utensile, così, è assicurata una maggiore durata.
Meno diffuso, ma comunque in crescita anche in Italia, l’impiego di maschi in metallo duro integrale per lavorazioni di serie.
Infine va registrata la tendenza ad estendere le lavorazioni a secco o con lubrificazione minimale. Una tendenza che va letta sia come effetto di una sempre più diffusa sensibilità di tipo ambientale nelle nostre imprese manifatturiere, sia come opportunità per un contenimento dei costi di produzione, legati alla riduzione dei consumi di liquidi lubrorefrigeranti.

FRESE E PUNTE: LE NUOVE TENDENZE.

Evoluzioni importanti sono da registrarsi anche nel settore della foratura e della fresatura.
In particolare, il mercato sta facendo segnare un sempre più ampio ricorso a punte per effettuare forature particolarmente profonde - anche 30-40 volte il diametro dell’utensile - in un’unica passata. Un vero e proprio salto di qualità rispetto all’utilizzo delle punte a cannone con avanzamenti lenti.
Per rispondere a questa domanda, le case produttrici hanno sviluppato punte con lubrificazione interna realizzate con geometrie particolari e finiture molto spinte, da utilizzare nelle lavorazioni di acciai e ghise. L’evoluzione nelle geometrie di questi utensili deve tener conto, in particolare, della necessità di scaricare il truciolo in modo adeguato.
Ovviamente non tutte le macchine utensili possono impiegare questa nuova generazione di punte: occorrono macchine all’avanguardia, che siano in grado di generare una pressione di almeno 40 bar, per consentire al liquido di eservitare la propria funzione ed agevolare l’espulsione del truciolo. Anche nel segmento delle frese e delle punte, così come in quello dei maschi, si registra poi una sempre maggior richiesta di utensili a lubrificazione minimale. Ancora una volta accresciuta sensibilità ambientale e riduzione dei consumi stanno alla base di questa tendenza, sostenuta dagli stessi costruttori di macchine. In alcuni casi, tuttavia, va aggiunto il vantaggio dell’ottenimento di un risultato migliore, in termini di finitura del pezzo.
È certo, comunque, che anche nel segmento delle frese si vada sempre più nella direzione della lavorazione a secco. Un traguardo al quale i più importanti produttori stanno lavorando, mettendo a punto speciali rivestimenti che disperdano nel tempo più rapido possibile il calore che si forma sul tagliente nel contatto col truciolo.
Sempre nell’ambito della fresatura, si stanno diffondendo le frese a passo differenziato: utensili, cioè, costruiti con eliche a doppia inclinazione, per ottenere un taglio più dolce pur in presenza di eliche particolarmente performanti.
Infine, nel settore della finitura, prendono sempre più piede gli utensili in diamante policristallino, in sostituzione degli alesatori in metallo duro integrale o del bareni in metallo duro brasato.
Si ottiene in questo modo una finitura al top per qualità e tolleranza, in tempi di produzione estremamente più ristretti.

AFFIDABILITÀ E SERVIZIO.

Se queste sono le tendenze emergenti, va tuttavia evidenziato come, a fianco del rapporto qualità/prezzo, altre due voci stiano acquisendo sempre più importanza nella scala di valori in base alla quale l’impresa compie oggi la sua scelta per l’acquisto di un utensile.
Il primo valore è dato dall’affidabilità del prodotto, intesa come ciclo di vita dell’utensile programmabile con sicurezza. Soprattutto là dove si lavora su più turni o con impianti a ciclo continuo, il fermo macchina imprevisto è un costo che va assolutamente evitato a causa della sua onerosità. Esso genera infatti colli di bottiglia in produzione, oltre alla necessità di rilavorazione di pezzi non conformi.
Garantire con esattezza il ciclo di vita dell’utensile è quindi una richiesta che il cliente tende a fare con sempre maggior insistenza e alla quale il costruttore deve saper rispondere con efficacia.
Il secondo aspetto qualificante è, poi, quello rappresentato dal servizio, inteso come supporto completo al cliente sotto il profilo tecnico e di controllo del prodotto a 360 gradi.

TKN: UNA PROPOSTA DI QUALITà SUPERIORE CON UN OCCHIO DI RIGUARDO AL PREZZO.

In questi anni, il marchio TKN - private label distribuito in esclusiva dalle utensilerie del Consorzio Distributori Utensili CDU - è cresciuto in modo esponenziale in termini di qualità dell’offerta e profondità di gamma. Un risultato che lo stesso mercato ha evidenziato e che è stato reso possibile grazie all’accurata scelta dei produttori compiuta dai vertici del Consorzio.
Oggi, così, nel settore taglio, TKN rappresenta la scelta ottimale per lo “standard”, che copre circa l’80 per cento delle esigenze di lavorazioni di un’impresa manifatturiera.
I maschi, le frese e le punte TKN sono costruite impiegando le migliori materie prime disponibili, con tecnologie di avanguardia a livello internazionale e presentano le più moderne geometrie in funzione delle operazioni da effettuare sui diversi specifici materiali da lavorare.
La gamma è particolarmente ampia e prevede un costante rinnovamento ed ampliamento con le novità che il mercato richiede, come nel caso delle frese a filettare per interpolazione circolare.

 

Consorzio Distributori Utensili
Caponago (Milano) - tel. 02 95 74 6 081

Webmaster Bianchi Errepi Associati all right reserved