Energie rinnovabili: Produrre energia elettrica da fonti rinnovabili non è solo ecologico, sta diventando necessario. Ma l’Italia è ancora in seconda fila tra i Paesi UE.
Una scommessa da vincere “La scelta per l’energia sostenibile e quindi le fonti rinnovabili, per l’Italia diventa una necessità”. Sono le parole recentemente pronunciate dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo, che ha sottolineato come la sfida delle rinnovabili sia per il nostro Paese anche un’opportunità. Un mix di fonti per soddisfare il fabbisogno energetico La sperimentazione di nuove vie in materia di energia è ormai una scelta obbligata, a fronte di dati sempre più certi sull’esaurimento nel prossimo futuro del petrolio, oltre che dei crescenti costi, economici e politici, che questo comporta; a questo si aggiunga la necessità di cercare fonti energetiche meno inquinanti e più compatibili con l’ambiente. Il quadro istituzionale e l’obbligo di uso delle rinnovabili A livello istituzionale, l’Unione Europea ha reso obbligatoria e, via via, ha incrementato una quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili accanto a quella prodotta da fonti convenzionali. Italia in posizione di rincorsa In base alle “Statistiche sulle fonti rinnovabili in Italia - Anno 2007”, pubblicate lo scorso luglio dal Gestore dei Servizi Elettrici, l’Italia si colloca al di sotto della media europea nella percentuale di energie rinnovabili sul totale di energia prodotta, che raggiunge il 15,7%. Le eccellenze sono rappresentate in questa classifica dall’Austria (61,9%) e dalla Svezia (51,3%), due Paesi che già da molti anni hanno scelto la strada delle rinnovabili. Su una produzione lorda di energia di 313,9 TWh annui, l’Italia ne produce 49,4 TWh da fonti rinnovabili e ne importa 46,3 TWh: una quota che quindi potrebbe essere progressivamente diminuita incrementando proprio l’energia prodotta da fonti non convenzionali. Quali freni alla produzione? L’esperto di fonti rinnovabili Stefano Colò ha individuato quattro fattori in particolare che costituiscono attualmente un freno allo sviluppo italiano in questo settore: due sono stati individuati come cause strutturali, ovvero le caratteristiche morfologiche del territorio e l’alta densità media di abitanti per Kmq. Sugli altri due fattori sarebbe invece possibile un intervento governativo per migliorare la situazione: si tratta dei tempi lunghi per il rilascio delle autorizzazioni e l’individuazione chiara degli incentivi alla produzione. In questo campo l’Italia è stata tra i primi Paesi ad introdurre la quota obbligatoria di energia prodotta da rinnovabili per i produttori di energia elettrica da fonti convenzionali, ma stenta a raggiungere il target del 22% stabilito a livello comunitario per il 2010 e confermato come obiettivo dal precedente Governo Prodi. Un’altra difficoltà riguarda l’aleatorietà del prezzo dei Certificati Verdi, fissato annualmente dal GSE e individuato dal mercato sulla base del principio della domanda/offerta, che è stata oggetto di analisi da parte delle istituzioni creditizie chiamate a finanziare i nuovi impianti..
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