Made in Italy: dal tessile nuovi scenari per il manifatturiero La legge sul “Made in Italy” è il primo esempio di concreta tutela della produzione italiana: un’esigenza che si impone per evitare contraffazioni e, soprattutto, difendere il valore aggiunto della nostra industria.
Da origini umili al lusso più esclusivo Oggi “Made in Italy” è sinonimo di un prodotto ricercato, curato nei dettagli e spesso dal design esclusivo. I prodotti italiani all’estero si sono infatti guadagnati una fama tale da costituire spesso una categoria a sé, nel design così come nella moda e nell’agroalimentare; il manifatturiero italiano, in generale, è diventato garanzia di qualità, tanto che il marchio “Made in Italy” è stato oggetto di recenti battaglie legislative per la sua tutela, dentro e fuori i confini nazionali. Le rivendicazioni del tessile Da allora, molta strada è stata fatta, e paradossalmente è stato proprio il comparto del tessile a condurre in prima linea la battaglia per un utilizzo trasparente del marchio, culminata con l’approvazione alla Camera, avvenuta lo scorso dicembre, del disegno di legge Reguzzoni-Versace-Calearo. Un’etichetta chiara e trasparente La legge stabilisce inoltre, a ulteriore tutela del consumatore, che nell’etichetta di ciascun prodotto marcato “Made in Italy” vengano fornite in modo chiaro informazioni specifiche sulla conformità dei processi di lavorazione alle norme in materia di lavoro, sulla certificazione di igiene e di sicurezza, sull’esclusione dell’impiego di minori nella produzione, sul rispetto della normativa ambientale europea e internazionale. Ora serve estenderla all’Europa La battaglia del tessile italiano, condotta in particolare dalle piccole imprese che costituiscono la maggioranza nel settore, ha finora avuto successo. Perché questi provvedimenti siano davvero efficaci in un mercato dove la concorrenza è più che mai internazionale, però, è indispensabile che simili regolamenti sull’etichettatura obbligatoria siano approvati anche fuori dall’Italia. I vantaggi per un settore in crisi Se, come sembra ormai certo, l’approvazione della legge completerà il suo iter, il settore del tessile nazionale, che da solo dà lavoro ad oltre un milione di persone, potrà vedere difeso il proprio interesse in un momento particolarmente critico. Una nuova via per il manifatturiero Quanto è accaduto per il tessile ha posto una base importante per tracciare un percorso di valorizzazione della produzione manifatturiera italiana. Percorso che potrebbe con analoghe modalità essere esteso ad altri settori produttivi, la cui struttura è molto spesso simile a quella del tessile: un forte radicamento sul territorio, una consolidata tradizione del “saper fare”, unita alla flessibilità e ad una capacità di rinnovamento che sappia dare vita a soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Il “Made in Italy” è un universo variegato ma compatto, ricco di eccellenze e abilità, spesso fatto di prodotti “su misura”, creati davvero a partire dalle esigenze del cliente: per difendere e tutelare questi valori, la via più diretta è probabilmente proprio quella di permettere al consumatore di conoscere i prodotti, le loro caratteristiche di qualità e la loro provenienza, attraverso una corretta informazione e nel modo più trasparente possibile. |

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