Parola d'ordine: insieme per vincere
In uno scenario competitivo, le PMI italiane scoprono l’importanza di fare rete e stringere alleanze, superando radicati individualismi e timori.

Indipendenti, individualiste, fino alla diffidenza le une nei confronti delle altre. Erano queste, spesso, le caratteristiche distintive delle piccole imprese che negli scorsi decenni erano state capaci di sfondare sul mercato.
Oggi non più: globalizzazione e crisi economica sono tra i fattori che, in maggior misura, stanno favorendo un notevole cambio di prospettiva per le PMI italiane. Sono infatti sempre più i casi di imprese che scelgono l’aggregazione come via per innovare e per competere, magari per fare ricerca con più risorse su temi di interesse comune o per entrare in nuovi mercati con spalle più forti. Il tutto senza rinunciare alla propria identità.
Verso il concetto di network
Tra le nuove parole d’ordine del business, si è fatto strada l’imperativo del “fare rete”, intendendo con questa espressione un’aggregazione tra più soggetti che comunque mantengono una propria dimensione autonoma.
Si fa rete su un progetto, o su un aspetto specifico della gestione d’impresa; più difficilmente il network è una condizione permanente per le imprese italiane.
“Fare rete” è un concetto entrato anche nell’agenda delle istituzioni, tra le strategie per sostenere le imprese e in particolare quelle di minori dimensioni.
È uno tra gli obiettivi chiave stabiliti dallo Small Business Act, la direttiva che mira ad accrescere la competitività dei più piccoli. Il principio del network è anche al centro di numerose iniziative, bandi, progetti avviati in sedi istituzionali e di associazioni di imprese.
Per favorire la collaborazione tra imprese, è stato recentemente sviluppato anche un nuovo strumento giuridico, il contratto di rete.
I benefici delle reti fra imprese
Tra i vantaggi che una rete di imprese può offrire, il principale è quello di raggiungere rapidamente una dimensione maggiore, quella massa critica che spesso è indispensabile o almeno vantaggiosa per avere più potere negoziale sul mercato o avviare progetti complessi.
Fare rete permette anche di allargare l’offerta di prodotti e servizi senza modificare le proprie caratteristiche, di essere più flessibili nella risposta al mercato o anche di accorciare la filiera produttiva e distributiva, affidandone diverse parti a diversi nodi del proprio network.
La condivisione degli investimenti, per la ricerca così come per l’acquisto di un macchinario, è un’altra forte motivazione alla creazione di una rete di imprese, così come la messa in comune di know how diversi e complementari, che permettono di accrescere la cultura di tutti i soggetti coinvolti, in un processo win-win da cui tutti i partecipanti traggono benefici.
Il contratto di rete, uno strumento per competere
Per rispondere alle nuove esigenze di aggregazione delle PMI, è stato sviluppato il contratto di rete. Si tratta di uno strumento che mira a semplificare la costituzione di reti d’impresa, per permettere alle imprese più piccole di avviare progetti di innovazione o accedere più facilmente al credito e ai provvedimenti di agevolazione e promozione previsti dalla Pubblica Amministrazione per settori specifici.
Attraverso il contratto di rete vengono definite regole attraverso le quali le imprese contraenti, pur mantenendo la loro indipendenza, possano realizzare progetti industriali comuni.
Il contratto di rete può essere stipulato tra due o più imprese ed opera attraverso un programma da realizzarsi a mezzo di risorse conferite in un fondo comune, amministrato da un organo comune. A quest’organo possono essere attribuiti poteri di rappresentanza anche verso terzi, per consentire alla rete di stipulare contratti con terzi.
Gli ingredienti per il successo
Ma al di là delle modalità per realizzarla, cosa serve perché una rete funzioni? Uno dei promotori del Progetto Networking, avviato dai Giovani Imprenditori di Confartigianato Milano, Monza e Brianza (vedi box nella pagina accanto), indica alcuni elementi fondamentali in grado di far scattare la voglia di collaborare a un progetto comune: il primo requisito che individua è la fiducia. La sfida della fiducia consiste nel saperla costruire un passo alla volta, condividendo valori, modi di ragionare, etica degli affari, e nel saperla preservare con cura, perché basta poco per deteriorarla.
Il secondo ingrediente necessario è l’interazione, sviluppata orizzontalmente e non imposta dall’alto: solo così si raggiunge una collaborazione motivata, le cui regole derivano da una scelta comune.
Infine serve un processo, le cui tappe e i cui obiettivi siano chiaramente definiti, che permetta ai partecipanti alla rete di lavorare insieme per raggiungere risultati concreti.
Anche le associazioni delle PMI fanno Rete
Che la logica del fare rete sia la nuova scommessa per affrontare con più forza le sfide del futuro non sono solo le imprese italiane a crederlo: anche le associazioni che storicamente ne rappresentano gli interessi – Confartigianato, CNA, Confcommercio, Confesercenti e Casartigiani – hanno recentemente varato un progetto che guarda con convinzione in questa direzione.
Si tratta di Rete Imprese Italia, l’organismo di rappresentanza nato ufficialmente il 10 maggio scorso, quale compimento di un percorso durato quattro anni e che mira a dare ancora più voce ai “piccoli”. Artigiani, piccole imprese e commercianti sono per la prima volta insieme, e insieme si presentano quale nuovo interlocutore istituzionale che può vantare numeri considerevoli: sono oltre due milioni le imprese iscritte, con 14 milioni di addetti - che rappresentano il 60% dell’intera forza lavoro nazionale; 800 i miliardi di valore aggiunto prodotto in media in un anno.
Rete Imprese Italia vedrà alternarsi alla presidenza, ogni semestre, uno dei presidenti delle cinque associazioni che hanno siglato l’accordo: ad inaugurare il primo semestre è stato designato Carlo Sangalli, alla guida di Confcommercio.
Rete Imprese Italia, nel proprio Manifesto, non solo individua l’agire in rete come la via per competere. Tra gli obiettivi a cui mira il “fare squadra” tra le imprese e le associazioni che le rappresentano, il Manifesto sottolinea l’intenzione di “dare voce comune e identità, visibilità, capacità di rappresentanza e rappresentazione” al mondo “delle piccole e medie imprese, dell’impresa diffusa, del popolo del fare impresa”. Un passo importante che supera l’individualismo verso un nuovo atteggiamento, all’insegna del fare insieme per vincere tutti.
Progetto Networking: iniziative per facilitare la costruzione di reti di imprese
Nato da un’idea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Milano, Monza e Brianza, il Progetto Networking mira a favorire la collaborazione tra imprese, in un’ottica di sviluppo del business e creazione di nuove opportunità. Il progetto si basa su un approccio molto pratico, articolato in tre diversi momenti:
- Un Evento di Kick-Off. Un incontro tra oltre duecento imprenditori per sviluppare cultura, consapevolezza, e capacità di collaborare. Nel corso della giornata vengono formati gruppi di imprenditori che condividono interessi e progetti comuni, che si incontreranno successivamente e potranno decidere di continuare a lavorare insieme.
- Una piattaforma interattiva per il networking on-line, www.artigianetwork.it.
- I percorsi della collaborazione. I Percorsi della Collaborazione sono una combinazione di Incontri Facilitati, definizione di modelli decisionali e di funzionamento dei gruppi/reti, e di supporto/tutoraggio nella scelta delle formule migliori per disciplinare le iniziative. I Percorsi conducono il Gruppo/Rete dall’Incubazione alla Maturità costruendo capacità autonome nei partecipanti che sapranno proseguire in modo indipendente.